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Reggina nata per “correre e rincorrere”. Ma Zeman vuole di più

Correre e rincorrere. Due verbi, semplicissimi quelli usati dal direttore generale Gabriele Martino, ma utili a fotografare quella che dovrà essere l’identità della sua creatura. Concetti semplici, essenziali, ma di grandissimo significato. Risorse poche a disposizione per la costruzione dell’organico, idee tantissime e conoscenze importanti per trovare porte aperte e disponibilità. E’ nata così la Reggina consegnata poi a Karel Zeman, scelta tecnica unica e sola per quella volontà sempre manifestata di voler cambiare il concetto di calcio visto nella nostra città negli ultimi anni. Il piacere di andare allo stadio e godere dello spettacolo che la tua squadra del cuore ha la possibilità di offrirti. Per questo tanta gioventù, tanti piccoli talenti che ci mettono cuore, volontà, impegno, sacrificio e qualità. I tifosi hanno apprezzato la prestazione con il Messina, hanno tremato in qualche circostanza, gioito per le due reti, ma soprattutto potuto ammirare un gruppo di calciatori che ha interpretato alla perfezione il match. Mentalità che il tecnico ha trasmesso e che non dovrà rimanere un fatto circoscritto solo alla gara giocata contro i giallorossi. “Abbiamo meritato di vincere, dominando, ma siamo ancora lontani da quello che ho in mente sul piano della prestazione”. Queste le dichiarazioni del figlio d’arte nel post gara. Vogliamo credergli, perchè meglio di ogni altro l’allenatore conosce forza e potenzialità del suo gruppo. Ci sono cose da migliorare senza dubbio, lacune che soprattutto l’intera fase difensiva ha messo in evidenza, ma in questo momento i pregi superano di gran lunga i difetti. Se la condizione fisica è il punto di partenza di una migliore proposizione di gioco, il trascorrere delle settimane può solo portare ad ulteriori benefici. I nuovi proseguono il loro processo di inserimento, l’obiettivo è quello di avere l’intero gruppo allo stesso livello. Per correre e rincorrere, appunto.