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Corona a Strill: ‘Spareggio Reggina-Messina uno scandalo. Ed eravamo più forti’

di Pasquale Romano – Il Re è senza corona. Vent’anni di calcio giocato per Giorgio Corona, un lungo viaggio iniziato con il Cimisi e terminato con l’Atletico Catania, sipario di una carriera che ha attraversato tre decenni. A 42 anni sono arrivati i titoli di coda, attraverso il lungo percorso tutte le categorie professionistiche e tanti gol, esattamente 235. La serie A conosciuta da vicino seppur per una sola stagione (con la maglia del Catania) parentesi prestigiosa da tramandare ai posteri, non meno di un ‘dominio‘ dei campionati di serie B e C, durato almeno un decennio.

“A cosa penso riguardandomi indietro? All’affetto che ho dato e ricevuto. Non è un caso se ho giocato quasi sempre al Sud, dovevo ‘nutrirmi‘ del calore dei tifosi, impagabile da queste parti. La cosa più importante per me –dichiara ai microfoni di Strill- è aver dato tutto, sempre. Non mi sono mai risparmiato, non ho alcun rimpianto e rifarei ogni cosa, dal primo all’ultimo giorno trascorso su un rettangolo verde”.

Il calcio è fatto di vittorie e sconfitte, complicato ma obbligatorio accettare l’esito della contesa in caso di insuccesso. Alcuni ko però somigliano a drammi popolari, tragedie sportive che al triplice fischio tramandano gioie immense e delusioni atroci in parti uguali. Il 30 maggio 2015, sullo Stretto di Messina, una bandiera amaranto ha emanato (ribadito, a dir la verità…) il verdetto di supremazia territoriale…

“L’ho già dichiarato in passato e lo ripeto senza vergogna, si è trattato della sconfitta più pesante della mia carriera, una macchia che non si potrà cancellare mai. Quel derby però non si sarebbe dovuto nemmeno giocare, è stato uno scandalo ‘ripescare‘ la Reggina a pochi giorni dallo spareggio e ribaltare cosi le carte in tavola”.

Riguardo l’esito del derby play-out che decretò la salvezza della Reggina e la retrocessione del Messina nell’Inferno dei dilettanti (esito beffardamente ribaltato da vicende extracalcistiche…) l’ex capitano giallorosso non ha dubbi: “Noi eravamo sicuramente più forti della Reggina, ma siamo crollati a livello mentale. Sino a mercoledi avevamo preparato nei minimi dettagli lo spareggio con il Savoia, quel cambio di programma ci ha scombussolato e ha influito in modo decisivo nei due derby persi. Il calcio però offre sempre la possibilità di vendicarsi, anche a distanza di anni…”

Domenica al Granillo sarà di nuovo Reggina-Messina, Corona assisterà al derby dello Stretto con la stessa sete di rivincita che anima una città intera: “Non ho ancora deciso se andrò al Granillo, in ogni caso la vedrò senza dubbio. Impossibile fare pronostici, di sicuro il Messina ci arriva meglio, più tranquillo dopo la vittoria dell’esordio. La Reggina ha perso sul campo del Fondi e ha la pressione di non poter sbagliare nuovamente”.

Messina senza voce nella gara più importante e sentita. Il Granillo domenica sarà privo dei tifosi giallorossi, assenza che priva il derby di quel fascino che anima gli scontri dello Stretto. “Purtroppo è stata presa questa decisione, è un vero peccato. Nelle sfide tra Reggina e Messina la rivalità e gli sfottò tra i tifosi sono una componente importante, cosi diventa una partita come tutte le altre. In ogni città ci sono i tifosi intelligenti e corretti e i cretini, allora bisognerebbe compiere scelte simili ogni domenica”.

Quali gli obiettivi e le possibilità di Reggina e Messina, piazze che hanno oramai memoria lontana dei derby in serie A? “Non sarà una stagione semplice per entrambe, il girone C è tosto, ricco di piazze blasonate con budget importanti. Gli amaranto dopo il ripescaggio hanno ricostruito l’organico, adesso serve un pò di tempo. Credo anche il Messina non potrà andare oltre la salvezza, manca qualcosa a livello di organico ma si potrà sopperire con l’entusiasmo se i prossimi risultati saranno positivi”.

Appese le scarpette al chiodo, Corona non ha ancora deciso che tipo di carriera intraprendere nella nuova vita calcistica: “Mi sto guardando attorno in attesa di una scelta. Non credo sceglierò la panchina, preferisco il ruolo di direttore sportivo rispetto all’allenatore. Io al Messina da dirigente ? Mi piacerebbe, sono vicino a una cordata che potrebbe rilevare la maggioranza societaria. Ad oggi però non c’è nulla di concreto”.