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Ripescaggio in L. Pro: buone possibilità per la Reggina. Più situazioni da monitorare

di Pasquale De Marte – Chi sarà ripescato in Lega Pro tra le squadre che hanno fatto richiesta di ripescaggio?  Per rispondere bisogna tuffarsi in una vera e propria giungla.

Anche perchè le difficoltà partono già dallo stabilire quanti siano i posti.

Uno per riammissione (vista la rinuncia dello Sporting Bellinzago), dieci per carenza di organico e uno che potrebbe essere lasciato vacante dall’esclusione della Paganese, per la quale pende il giudizio di Collegio di Garanzia del Coni che potrebbe non accogliere il ricorso dei campani ed escluderli dalla terza serie nazionale.

L’unica cosa certa è una: per essere in regola bisognava presentarsi entro le 19 del 26 luglio con circa settecentomila euro tra versamento a fondo perduto, fideiussione e tasse d’iscrizione, oltre con una documentazione che attestasse  di avere a disposizione uno stadio perfettamente in regola con le norme della Lega Pro (senza possibilità di deroghe)e uno status finanziario solido.

Toccherà al Consiglio Federale fare le scelte. C’è qualche criterio già noto come ad esempio la necessità di non avere avuto nell’ultimo biennio penalizzazioni per irregolarità amministrative o illeciti sportivi.

C’è un primo posto vacante.  Quello da assegnare per ammissione e non per ripescaggio (senza fondo perduto).  Sarebbe toccato alla Caronnese dopo la rinuncia dello Sporting, invece potrebbe essere del Lecco (Non ha fatto domanda di ripescaggio, ma solo di ammissione) che però ha seri problemi economici e rischia di non poterne beneficiare, dovendo pagare circa seicentomila euro ad Equitalia.  I lombardi sperano nella possibilità di un pagamento dilazionato.

Per i ripescaggi, invece, si procederà per chiamate ad alternanza.   Una società retrocessa dalla Lega Pro e una proveniente dalla Serie D.

Tra le retrocesse hanno fatto domanda di ripescaggio: Lupa Roma, Racing Roma, Melfi ed Albinoleffe. Quest’ultima ha già usufruito del ripescaggio nella scorsa stagione e, in teoria, resterebbe fuori dal primo appello, ma riuscirebbe a beneficiare del ripescaggio per “esaurimento” delle formazioni che l’anno scorso non si sono salvate in terza serie.

Ove fossero in regola con la documentazione tutte avrebbero accesso alla Lega Pro, anche il Racing Club Roma (Ex Lupa Castelli Romani) che ha avuto una penalizzazione solo per la fideiussione presentata in ritardo nel 2015, macchia non equiparata ad altre irregolarità amministrative.

Tra le finaliste dei play off di Serie D hanno fatto domanda: Almajuventus Fano, Fondi, Cavese, Olbia e Forlì.

Resta da chiarire se il Fano beneficerà della riammissione ai danni del Lecco e quindi verserà il fondo perduto, lasciando però un altro posto libero a squadre provenienti dalla Serie D.

La Cavese balla perchè ha sul groppone una penalizzazione di cinque punti per stipendi non pagati nella stagione 2014-2015.  Sarebbe sicuramente out se fosse una società proveniente da un torneo professionistico, starà alla valutazione del Consiglio Federale valuatare se escluderla o no.

Con Lecco e Cavese ammesse entrambe  in Lega Pro (previsione pessimistica per Reggina e Vibonese)  il totale farebbe 10 posti occupati su 11.

Toccherebbe poi al lotto delle squadre delle terze chiamate:  Taranto, Reggina, Vibonese e Monza, rigorosamente nell’ordine stabilito dalla classifica stilata dalla Lnd.

Difficile che pesino tradizione e bacino d’utenza, di cui per le squadre di D non si fa menzione nel regolamento.

Dovesse arrivare giovedì l’esclusione della Paganese da parte del Collegio di Garanzia del Coni, la Reggina avrebbe probabilmente un piede e oltre in Lega Pro.

Così come se la Cavese dovesse essere esclusa dalla contesa o il Lecco venisse bocciato dalla Covisoc per non aver trovato un accordo con Equitalia.

Nel caso in cui non avvenisse nessuna delle tre eventualità, la Reggina dovrebbe giocarsi il posto col Taranto e partirebbe svantaggiata.

Per la Vibonese, invece, sarebbe necessario che si verificassero almeno due delle condizioni relative alle tre squadre che ballano.

E non va dimenticato che altre squadre potrebbero essere bocciate per una documentazione fallace, soprattutto quelle relative agli impianti di gioco.

Il 4 agosto in via ufficiale, forse prima in via ufficiosa, si conoscerà la verità.

Intanto nelle prossime ore toccherà alla Covisoc esaminare la situazione economica di ogni singola società.