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Presto sarà Reggina, grande entusiasmo tra i tifosi. Oggi il Consiglio Federale

Situazioni che mutano, obiettivi che si raggiungono, umori che cambiano. Il regalo fatto dalla Urbs Reggina 1914, è di quelli che la tifoseria ha apprezzato moltissimo. La risposta, soprattutto sui social è stata immediata, adesso anche attraverso i fatti bisognerà dimostrare che era davvero una questione di identità. Il presidente Praticò non lo ha chiesto, la reazione dovrebbe essere spontanea, nel momento in cui verrà aperta la campagna abbonamenti. Si capirà veramente se quello della storia e del blasone, rappresentava il motivo attorno al quale questa squadra non è mai entrata pienamente nel cuore del tifo organizzato. Il passaggio di ieri con l’ufficializzazione del fitto d’azienda della Reggina Calcio, è stato un segnale fortissimo della società, un volere ad ogni costo restituire alla città quello che veniva chiesto, a fronte di un sacrificio economico elevato e di sforzi enormi. Oggi il secondo passaggio, quello che potrebbe segnare in maniera definitiva la svolta. Si riunisce il Consiglio Federale e fra gli altri argomenti, c’è anche la questione ripescaggi. O meglio, la comunicazione di quelli che sono i posti vacanti procurati da defezioni varie e quindi i criteri che andranno a stabilire le aventi diritto. Inutile nascondere che negli ultimi giorni l’ottimismo è salito in maniera esponenziale, anche alla società amaranto sono arrivati segnali significativi sulla possibilità di poter partecipare dalla prossima stagione al campionato di Lega Pro. Anche in questo senso, come per la partecipazione alla manifestazione d’interesse verso la curatela, lo scriviamo da tempo, la Urbs Reggina c’è e sarà prontissima in caso di chiamata, caso contrario sarà serie D ma con propositi decisamente diversi rispetto al recente passato. Inoltre, dalla FIGC, si attende un’ultima risposta, quella riguardante il cambio di denominazione. Avevamo già scritto di una richiesta da parte della Urbs a prorogare i termini, comunicando ai dirigenti federali l’avvio della trattativa con la curatela. Una anticipazione che fece arrabbiare molto il massimo dirigente, il quale pensava di farne comunicazione a completamente dell’intero percorso. Nella sostanza poco è cambiato perchè l’obiettivo comunque è stato raggiunto. A questo punto non vi sono ragioni per le quali la FIGC debba negare il cambio di denominazione. A spingere verso questa direzione adesso ci sono anche i curatori.