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Reggina – Praticò lancia l’allarme: “Cambio denominazione a rischio. Valutiamo se mollare”

di Pasquale De Marte – Primo atto ufficiale della stagione amaranto a  Le Saline Resort, main sponsor del sodalizio dello Stretto.  Una conferenza stampa a cui hanno presenziato tutti i soci e i quadri dirigenziali che è servita per fare il punto su ciò che è stata la passata stagione e quella che sarà la prossima.

Al tavolo dei relatori il presidente dell’Urbs Reggina Mimmo Praticò, il direttore generale Gabriele Martino e l’assessore allo sport del Comune di Reggio Calabria Antonino Zimbalatti.

Un intervento fiume quello di Praticò che ha voluto sottolineare come questa società continui ad essere innamorata della propria città.  Li ha ringraziati uno ad uno, in ordine alfabetico, facendo anche un passo indietro.

“Ci era stato detto che con un milione e mezzo di euro avremmo salvato la Reggina Calcio e i posti di lavoro che gravitavano attorno.  Eravamo pronti a fare la nostra parte, mentre chi guidava quella società disse che aveva già dato. L’unica colpa di Tavecchio? Esser stato buonista quando siamo andati ad incontrarlo con il Sindaco e il vecchio vertice societario.   Siamo rimasti con il cerino in mano, ma non ci siamo dati per vinti. Molti che erano pronti a darci una mano si sono ritirati, altre cordate dopo aver fatto due conti hanno preferito non buttare soldi per il bene comune. Per noi fare ripartire Reggio dalla Terza Categoria, con tutto il rispetto per tutti, sarebbe stata un’onta.  Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che al cuor non si comanda, anche se si è dovuto sborsare 300.000 euro solo per iscrivere la squadra.”

E sulla nuova denominazione: “Ci saremmo voluti chiamare Reggina già l’anno scorso, il regolamento non ce lo ha consentito. C’è un accanimento non giustificabile, perchè stiamo agendo nell’interesse della società e dei tifosi.  Siamo sicuramente la squadra più rappresentativa di Reggio Calabria e faremo di tutto per legittimare il nostro esserlo anche nel futuro. Ci hanno chiesto di riprenderci la storia e in tutto questo tempo, attraverso l’operato dell’avvocato Grassani, si sta lavorando. Urbs Reggina è stata la denominazione scelta per aggirare qualche ostacolo. Ci siamo avvicinati alla curatela chiedendo tutto ciò che riguarda l’identità storica dell’ultracentenaria Reggina, con la condizione di non dover onorare nulla dei venti milioni di debiti pregressi. Non capiamo questo accanimento verso di noi, mentre non  è stato detto nulla a chi ha iscritto ad altri campionati la società che è calcisticamente morta.  E c’è giunta voce che Urbs Reggina potrebbe non essere accettata, a quel punto valuteremo se sarà il caso di continuare come società senza il nome Reggina. Il problema sapete bene da dove nasce.  Mi dispiace che ci sia qualcuno che, alle spalle della città, forse gioca sporco”.

Inevitabile un bilancio sulla stagione appena conclusa: “1.350.000 è quello che abbiamo spesso complessivamente per la gestione del’annata .  Abbiamo avuto ottimi risultati, soprattutto in un settore giovanile costruito dal nulla e che ha già portato sette giocatori nelle rappresentative nazionali. Ringraziamo tutti gli abbonati che ci hanno dato fiducia e anche gli sponsor dai quali abbiamo incassato circa novantamila euro, gli stessi che ci sono serviti per la sola gestione dello stadio.  Speravamo in introiti maggiori che ci avrebbero facilitato la gestione, ma prendiamo atto della crisi economica che ha investito l’intera nostra regione. I cinquecentomila euro di investimento iniziale speravamo potessere essere un punto di partenza e aspettavamo il sostegno di altri imprenditori e di sponsorizzazioni che dessero vigore economico al nostro progetto che si proponeva e continua a farlo di inserirsi nel sociale”.

E c’è una stoccata alla Provincia: “Non sappiamo ancora cosa ne è stato del S.Agata. Non conosciamo se la concessione è stata rinnovata, se il rapporto si è interrotto. Abbiamo chiesto più volte un accesso agli atti che ci è stato negato”.

Ma Praticò non guarda con pessimismo al futuro: “Dobbiamo restare uniti. Non mi rassegno al pensiero che il popolo reggino non abbia voglia di lottare per il futuro. Un eventuale ripescaggio in Lega Pro ci farebbe fare un salto incredibile come società, ricordando da dove siamo partiti. Sarebbe follia non cogliere un’opportunità di questo tipo. Ognuno dei soci  dovrà metterci del suo. Anche come istituzioni bisogna muoversi a trovare imprenditori che possano dare forza alla nostra intenzione di arrivare al ripescaggio, perchè questa é una società che mette a disposizione di tutti tutte le carte che riguardano il bilancio.  Nell’ultimo anno di Lega Pro la società, in un’annata totalmente negativa, la Reggina ha incassato ben 400.000 euro dal botteghino tra abbonamenti e biglietti. Ci aspettiamo, eventualmente, una robusta partecipazione popolare attraverso la sottoscrizione di abbonamenti”.