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Praticò, l’instancabile presidente lavora per costruire una società modello

La sede di Via Petrara è in continuo fermento. Luci accese fino a tarda sera, riunioni fiume, incontri, confronti, programmazione. E’ instancabile il presidente Praticò nello svolgimento di quelli che sono tutti gli adempimenti per l’avvio della nuova stagione. Lavoratore come pochi, ha messo da parte anche gli interessi della sua azienda per il bene di quella creatura che in breve tempo spera possa diventare una società modello. Si affanna, si sbatte quotidianamente per cercare soluzioni, produce idee che a breve verranno esposte pubblicamente, punta insieme agli altri soci al raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati. C’è chi ancora pensa che la società stia producendo poco, grave errore di valutazione. Sul piano dell’impegno nulla può essere rimproverato, adesso si aspettano le prime risposte, i primi risultati. Chiamarsi Reggina, non ci dorme la notte il massimo dirigente, è un regalo che vuole fare all’intera tifoseria ed alla società, tutto dipenderà da quello che andrà a decidere il prossimo consiglio federale. Poi la questione ripescaggio. Non lo ammetterà mai pubblicamente perchè la prudenza è una delle sue caratteristiche principali, ma ci crede fermamente, lui e tutti i dirigenti vogliono ad ogni costo il professionismo e l’ultima assemblea ne ha confermato gli intenti. Le speranze aumentano con il trascorrere dei giorni, perchè aumenta il numero delle società in forte difficoltà. Ma anche in questo caso, la decisione spetta ad altri. E poi il confronto avviato con i curatori, che lo stesso Praticò avrebbe voluto proseguire con il massimo riserbo. La notizia è venuta fuori, ma questo poco cambia rispetto all’obiettivo ed alla volontà di raggiungere un accordo per chiudere il cerchio. Probabilmente il suo intento era quello di arrivare fino alla conclusione della trattativa per poi fare una grande sorpresa alla tifoseria, ma come detto, questo nulla cambia rispetto ad una volontà che in molti ipotizzavano non vi fosse.