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Urbs Reggina, perchè e quanto durerà il silenzio di Gabriele Martino?

L’Urbs Reggina procede. Gli avvenimenti smentiscono voci circolanti riguardo una lunga fase di stallo da parte della società. Semplicemente, invece, la scelta di lavorare a fari spenti, tradotto meno chiacchiere, più fatti. E così il mese di giugno è servito a fare valutazioni ed analisi su quanto prodotto al primo anno di attività, ma anche a programmare il futuro. A conclusione di una grossa mole di lavoro svolta, il primo passaggio è avvenuto il 30 giugno, con la presentazione ufficiale della richiesta di cambio di denominazione alla FIGC. Tornare a chiamarsi Reggina, è stato dichiarato dal presidente Praticò, è l’obiettivo primario della nuova stagione, spetterà adesso agli organi federali prendere la decisione in merito. Le possibilità che ciò avvenga sono moltissime, nessuna certezza però. Altro passaggio fondamentale si è registrato in occasione della riunione dei soci di qualche giorno addietro. Tra i punti discussi, vi è stata manifestazione di unità di intenti, nel caso in cui si verificasse l’ipotesi ripescaggio. I soci hanno ribadito senza tentennamenti la disponibilità a produrre un ulteriore sforzo economico, per consentire il salto di categoria. Altro passo non meno importante e strettamente collegato alla questione ripescaggio, l’accordo con il comune di Reggio Calabria per il rinnovo della concessione dello stadio Oreste Granillo. Più volte nella passata stagione il massimo dirigente aveva parlato, pur avendo ottenuto una concessione a titolo non oneroso, di costi importanti sostenuti per la struttura di viale Galileo Galilei ed in alcuni suoi interventi spesso provocatori, aveva ipotizzato un possibile cambio di sede. Problema superato. Il silenzio assoluto rimane sulle questioni tecniche, e qui la società secondo linee di pensiero ben precise, non ha voluto mai entrare nel merito, avendo individuato nel direttore generale Gabriele Martino la persona a cui affidare decisioni ed interventi. Ma di Gabriele Martino, tranne qualche battuta sporadica, non si hanno tracce da mesi, almeno sul piano della comunicazione. Da tempo ha deciso di non rilasciare dichiarazioni, rinviando tutto, parole sue “a quando la palla avrebbe smesso di rotolare”. Il campionato è finito da parecchio, nonostante questo non si è mai avuta una sua analisi sulla stagione passata, bocca totalmente cucita su quella che si sta preparando. C’è chi sostiene che insieme al silenzio c’è un lavoro considerevole preparatorio per una squadra pronta alla serie D, ma in attesa di capire se esisteranno margini per far ingresso nel professionismo. Ed è proprio di professionismo che Gabriele Martino parla sin dal suo insediamento in società. Quella voglia, quel desiderio mai nascosto di scappare via dal dilettantismo, non riuscito sul campo dopo una stagione. Desiderio legittimo, ma anche ambizione della società. Allo stesso tempo, se questo non sarà possibile bisognerà prenderne atto e concentrarsi su quello che sarà il prossimo campionato di serie D. A prescindere dalle motivazioni che stanno spingendo il direttore Martino al silenzio, è giunto il momento delle scelte. Possibile un incontro a breve con il presidente Praticò, assai probabile che le prime novità si registreranno i primi giorni della prossima settimana.