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G. Praticò: “Equivoci nascono da anomalia sulla Reggina Calcio. Siamo a lavoro”

“L’anomalia è che la Reggina Calcio sia ancora affiliata. A Parma, subito dopo la non iscrizione, il vecchio Parma ha perso la matricola e non c’è stata alcuna possibilità di equivoci come quelli che rischiano di verificarsi a Reggio.  Ricordiamoci che la nostra società ha potuto iscriversi alla Serie D solo perchè abbiamo pagato trecentomila euro a fondo perduto per dare prosieguo alla storia calcistica di Reggio Calabria e della Reggina, non perchè abbiamo fondato una società dal nulla,  sfruttando l’articolo 52 comma 10 delle Noif.”.

Ai microfoni di Radio Antenna Febea il dirigente della Ssd Reggio Calabria Giuseppe Praticò prova a fare chiarezza sulla questione identità, messa in discussione dai possibili ultimi novanta giorni di vita della Reggina Calcio, oggi in esercizio provvisorio con dei curatori fallimentari.

“L’anno scorso mio padre si era avvicinato alla nostra squadra del cuore quando ha capito che stava sprofondando in D e si trovava in precarie condizione economiche. Dopo la salvezza col Messina eravamo pronti a salvarla.  Ci era stata prospettata una società che aveva un debito di sette milioni e mezzo di euro, una cifra importante ma non insormontabile per chi stava per chiudere un accordo per una transazione con l’Agenzia delle Entrate e che poteva contare su un importante patrimonio calciatori, un centro sportivo e il professionismo assicurato.   Lo svincolo dei calciatori. soprattutto dei giovani del vivaio,  ha posto fine all’idea per via della dispersione del patrimonio, anche perchè  con il passare dei mesi si è scoperto che non si è pagata l’Iva dal 2009 al 2015 e poi, adesso, apprendo dagli organi di informazione che il debito era in realtà di oltre venti milioni di euro. E nulla può evitare che domani si alzi un creditore che vanti altre pendenze. Se davvero ci fossero le condizioni non avremmo problemi a mettere tutti d’accordo, ma vedo un po’ di disinformazione”.

E sulla possibilità di rilevare il titolo sportivo: “Il titolo sportivo della Reggina Calcio, dopo un anno di inattività a livello professionistico, non ha alcun valore.  Non a caso se puntiamo al ripescaggio possiamo farlo grazie alla storia calcistica di  questa città che la Figc attribuisce alla Ssd Reggio Calabria. E inoltre l’articolo 52 delle Noif al comma 2 precisa che, tra l’altro, il titolo sportivo può essere mercificato .Invito  chiunque a scaricare le norme dal sito Figc. L’obiettivo della curatela è tutelare i creditori, potendoli liquidare e oggi stanno cercando di capire quale possa essere la fonte di guadagno. Ci siamo presi un caffè e abbiamo dato disponibilità a parlare.  Parlare di storia e blasone serve a mandare fuori strada tifosi e cittadini”.

Qualcuno può comprare la Reggina Calcio? “Mi pare difficile che qualcuno venga a prendersi tutti i debiti federali della Reggina Calcio, non sapendo a quale campionato può aspirare. Difficilmente può pensare alla Lega Pro, dato che tanti si alzerebbero a protestare per la riammissione di una squadra che per un anno ha avuto gravi inadempienze economiche”.

E sull’esempio della Salernitana relativamente al logo: “A Salerno esisteva uno stemma con l’ippocampo  che da sempre contraddistingue la tifoseria granata.  A Reggio la R col pallone è comparsa solo negli ultimi trent’anni che non rappresentano 102 anni di storia.  Il nostro logo è un ritorno alle origini: c’è il vecchio pallone della As Reggina 1914, c’è San Giorgio, patrono della nostra città.  La R col pallone possiamo anche quantificarla, ma non credo abbia tutto questo valore nè economico, nè storico”.

I tifosi rivogliono la storia: “Gli ultras di questa squadra sono ragazzi straordinari.  Non sono mai mancati ad una partita, persino a Marsala.  Sono ragazzi intelligenti, ci mettono il cuore e non si fanno strumentalizzare.  Il problema è il resto della città. Per mesi ci è stato detto che il problema era la mancanza del nome. Il nome lo stiamo per riavere, adesso il problema è la matricola”.

La società sembra in ritardo riguardo alla programmazione della prossima stagione: “Non sappiamo ancora che categoria disputeremo. quello che sappiamo è per ora sicuramente sarà Serie D.  Sappiamo di avere diciotto squadre davanti per il ripescaggio, è tutto in itinere e non vogliamo illudere nessuno, ma faremo di tutto per presentare la domanda.  Il direttore Gabriele Martino sta lavorando a fari spenti”.

 E sulla questione strutture: “Il 30 giugno scade la concessione del Granillo, ma sappiamo già che avremo l’appoggio del Sindaco che, assieme all’amministrazione comunale, ci è sempre stato a fianco”.