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SSD Reggio in attesa. I curatori vogliono un confronto, ma ci vuole il si della FIGC

Non resta che seguire l’evolversi della situazione. Quella che sta per arrivare sarà, per tutti, un’altra estate intensissima. Da mesi a Reggio Calabria si parla di possibile ripescaggio, d’altra parte è stata la stessa società di Via Petrara a spingere e motivare il gruppo di calciatori, affinchè si arrivasse alla qualificazione play off. Provando anche a vincerli, cosa che invece non è riuscita. Da qualche giorno il Consiglio Federale ha deliberato sulla questione ripescaggi, la SSD Reggio Calabria entra pienamente in quasi tutti i parametri stabiliti, resta indietro ed anche parecchio sulla graduatoria generale. E’ costretta ad attendere, in prima battuta non saranno i vertici della società a decidere, ma le possibili defezioni di chi oggi sta davanti. Di sicuro le cifre necessarie per questo tipo di operazione rappresentano un investimento consistente. Più di 700mila euro solo per avere diritto ad entrare tra i professionisti, l’elenco dettagliato delle spese da affrontare lo abbiamo scritto più volte. Una base di partenza che spinge a profonde riflessioni, se a questo importo poi si dovranno aggiungere i costi di gestione comprendenti la costruzione della prima squadra, gli stipendi, il mantenimento del corposo settore giovanile e tutto il resto. Ma tutto questo Praticò e soci lo sapevano bene ancor prima che venissero fornite le cifre in maniera così dettagliata, anzi, proprio sul fondo perduto si è deciso per una riduzione. Attenti spettatori in attesa di capire quello che succederà, allo stesso tempo sarà necessario farsi trovare eventualmente pronti nel caso in cui si creassero i presupposti di partecipazione al ripescaggio. E’ stato chiesto aiuto alla città, in che modo dovrà avvenire questo tipo di sostegno non è stato esposto. Intanto dai curatori fallimentari della Reggina Calcio parte una sorta di invito al confronto. Si punta alla conservazione degli assets più rappresentativi della vecchia società materiali ed immateriali. Mantenimento dell’attività del settore giovanile, centro sportivo S. Agata, poi marchio, denominazione sociale, trofei. Tutto questo ha un costo, al momento non precisato. Ma soprattutto, tutto questo, potrà avere un suo eventuale sviluppo dopo il si di Tavecchio al mantenimento dell’affiliazione, cosa per nulla scontata. Sarà l’ennesima lotta contro il tempo.