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Tedesco a Strill.it – “Da disperati ad eroi: il 30 maggio è nella storia”

di Pasquale Romano – 30+1. Il 30 maggio occupa uno spazio importante nei ricordi dei tifosi che occupano le due sponde dello Stretto. Un tripudio di coincidenze trova la propria collocazione fisica al San Filippo di Messina. Se 365 giorni dopo la sensazione è di una impresa tristemente inutile, la ‘grande bellezza’ rimane intatta e immutevole. Il destino ha scelto titoli di coda particolarmente evocativi, impossibile immaginare un sipario più dolce…

“Ieri ho ricevuto un sms da Mazzone (ex centrocampista amaranto, ndr) che mi ringraziava per la salvezza ottenuta un anno fa. Sono io che devo ringraziare i ragazzi -dichiara Giacomo Tedesco ai microfoni di Strill- il merito è loro. Il 30 maggio è una data scolpita nella storia. Indelebile l’emozione, la gioia provata è stata pari soltanto alla stagione del -11 in serie A”.

Al cospetto del nemico prediletto, la Reggina affondava il Messina nello spareggio play-out facendo sprofondare i giallorossi tra i dilettanti. L’amarezza si fa spazio nei pensieri dell’ex tecnico amaranto: “Oggi penso ‘Magari, se perdevamo lo spareggio si invertivano i destini. Reggina ripescata in Lega Pro, Messina tra i dilettanti’. Magari (ride, ndr). Non voglio pensare sia stato tutto inutile, anche perchè solo noi sappiamo quanto è stata voluta e sofferta…”

L’ultima considerazione apre squarci di disperazione in parte sconosciuti. La battaglia vinta da quella Reggina è stata doppia. Il successo nello spareggio dello Stretto soltanto il secondo traguardo in ordine temporale: “Depressi per la situazione economica, ad un certo punto alcuni calciatori giovani non volevano più allenarsi e scendere in campo. Il contributo offerto dai senatori come Di Michele, Belardi e Cirillo -ricorda Tedesco- è stato decisivo. Li hanno rincuorati, supportati, non mi vergogno di dire anche aiutati economicamente”.

Dopo aver salvato l’ultima Reggina di Foti ed aver ottenuto il patentino da allenatore, Tedesco è tornato ad occuparsi della scuola calcio creata dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. “Qualche occasione per tornare a sedersi in panchina c’era stata, ma ho preferito rifiutare. Erano tutte situazioni disperate, peggio dello scorso anno. Non posso sempre fare i miracoli… (ride, ndr). Spero in una chance nella prossima stagione, anche dalla serie D, non mi fa paura la categoria”.

Dilettanti che ‘ospitano’ la Reggina di Praticò, rinata dalle ceneri dopo la non iscrizione del club di Foti. In bilico la posizione di Cozza, Tedesco raccoglierebbe anche stavolta il testimone dell’ex compagno? “Assolutamente si. Reggio Calabria è nel mio cuore, ho sempre detto che si tratta della mia seconda città. Stimo e rispetto il presidente e il d.g. Martino, non credo però pensino al sottoscritto come prossimo allenatore”.

Dopo diverse soddisfazioni e una lunga parentesi in serie A, Tedesco ha chiuso con il calcio giocato vestendo la maglia del Trapani. All’epoca si poggiavano le basi di un progetto serio e solido, il sogno serie A potrebbe essere il prossimo traguardo dei siciliani: “Già allora il presidente aveva le idee chiare e ambizioni importanti. Spero riescano a centrare la promozione, sarebbe importante per il Sud avere un’altra rappresentante assieme al Crotone. Che favola quella dei rossoblù, sono andati oltre ogni immaginazione”.

Barillà e Rizzato gli ex amaranto in forza alla formazione allenata da Cosmi, in entrambi i trasferimenti c’è stato lo ‘zampino’ di Tedesco…: “Rizzato era svincolato, lo consigliai caldamente al direttore sportivo assicurando che si trattava di un uomo e un giocatore di spessore. Barillà mi telefonò chiedendo un consiglio, gli dissi ‘Nino vai a Trapani, è la scelta giusta’. I fatti mi hanno dato ragione”.

Reggina Calcio vicina come non mai al fallimento, Tedesco preferisce ricordare i momenti belli e sceglie un paragone che suona come una ‘minaccia’: “Il presidente Foti ha dato tanto a me e alla città, dispiace enormemente vedere come è andata. Ci teneva a ripartire dai giovani, speriamo si possa trovare una soluzione in extremis. E’ stato tanto criticato nel corso degli anni, ma non bisogna dimenticare cosa ha fatto. A Palermo sta succedendo la stessa cosa con Zamparini. Alcune sue scelte sono non condivisibili, ma voglio vedere quanto resteranno in serie A una volta che se ne sarà andato l’attuale presidente”.