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Reggina – In scadenza l’accordo col Comune sul Granillo. Presto un incontro

Che ne sarà della Reggina nella prossima stagione?  Sarà ripescata in Lega Pro? Giocherà un campionato di Serie D con l’ambizione di vincere o dovrà confrontarsi con un budget lontano da quelle che partiranno per vinceranno la quarta serie nazionale? Chi sarà l’allenatore?  Su quali giocatori si punterà?

La verità è che si rischia di fare i conti senza l’oste.  Anzi senza il campo.  Da qui a breve, infatti, torneranno attuali le problematiche legate alle strutture.

Non è dato sapere quanto tempo passerà perché la burocrazia si sblocchi e vengano date le chiavi del centro sportivo di Viale Messina alla società di Fortunato Martino, socio della Ssd Reggio Calabria, che pare logico possa trovare un accordo con i suoi compagni d’avventura per mettere a disposizione della squadra la struttura.

E, da allora, quanti mesi saranno necessari perché tutto venga rimesso in sesto?  Tutti interrogativi a cui manca la risposta, ben sapendo che fino ad allora bisognerà fare di necessità virtù destreggiandosi tra problemi organizzativi e allenamenti, per prima squadra e settore giovanile, da dividere tra i campi di Valanidi  il Granillo.

Già, il Granillo.  La scorsa  stagione la Ssd Reggio Calabria lo ha avuto a disposizione a titolo non oneroso, ma dovendosi fare carico di tutti i costi di gestione: manutenzione e rifacimento del manto erboso compresi.

Si è parlato di costi di gestione piuttosto elevati  e come non potrebbe essere altrimenti per una struttura da 25.000 posti e tarato per palcoscenici ben più esaltanti della Serie D.

Il 30 giugno cesserà l’attuale convenzione in atto e bisognerà capire in che termini l’Ente e la società inizieranno a ragionare, considerando che si tratta pur sempre di un bene comunale che la Ssd ha il compito di tenere tirato a lucido.

La provocazione di Mimmo Praticò di scegliere di andare a giocare a Bocale  per contenere i costi è destinata a restare tale, ma la dice lunga probabilmente sull’intenzione di voler ridiscutere l’accordo col Comune.