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Missiroli a Strill.it: “L’azzurro sfiorato, l’Europa League e il cuore che rimane amaranto”

di Pasquale Romano – Maledetta sfortuna. Il cielo sopra Sassuolo non è azzurro per Simone Missiroli, anche se avrebbe dovuto esserlo. Compiuti da pochi giorni 30 anni, uno dei figli più pregiati del S.Agata ha raggiunto una completa maturazione psico-fisica che gli ha permesso di diventare uno dei centrocampisti migliori del campionato italiano. “Si, non mi sono mai sentito cosi forte. Credo di essere al top della mia carriera, accumulata negli anni un bel pò d’esperienza adesso mi sento solido caratterialmente e nel modo di giocare”, ammette Missiroli ai microfoni di Strill.it.

Una crescita esponenziale che non poteva passare inosservata, sino a posarsi sulla conoscenza calcistica di Paulo Sousa. Era una Fiorentina in quel periodo in lotta per il primato quella che nei mesi scorsi bussava con determinazione alla porta del club emiliano…: “Vero, mi hanno cercato con insistenza e l’interesse di una società cosi blasonata mi ha fatto ovviamente piacere. Il Sassuolo però mi ha fatto sentire ancora più importante, rinnovandomi il contratto e dichiarandomi incedibile. Sono rimasto ben volentieri in una società seria, che sa lavorare e programmare con lungimiranza”.

Stagione da incorniciare per la formazione di Di Francesco, approdata per la prima volta nella propria storia in Europa League. In modo meritato, dopo un campionato che ha visto Missiroli (assente in quel periodo per infortunio) e compagni accusare un solo passaggio a vuoto: “Sabato nella finale di Coppa Italia abbiamo tifato Juventus tutti insieme (ride, ndr) è un sogno per noi partecipare alle coppe europee. Il black-out di metà stagione credo sia stato fisiologico, dovuto a un calo psico-fisico dopo l’ottimo avvio. Ci abbiamo creduto strada facendo, non disputare l’Europa Leaugue dopo un campionato del genere avrebbe avuto il sapore della beffa”.

Alle antiche peculiarità dinamiche, nel corso degli anni Missiroli ha completato il proprio bagaglio affinandolo con qualità e duttilità. Non solo un ‘Missile’ di velocità, ma anche fosforo e intelligenza tattica: “Nel centrocampo 3 oramai posso ricoprire tutti i ruoli, mi sono adattato anche a fare il play basso. Parte del merito va a mister Di Francesco, allenatore pronto per una big. Fortunatamente la società lo ha blindato e resterà con noi anche nella prossima stagione”.

Un bicchiere di felicità, che si svuota se il pensiero si sposta verso la Francia. A giugno l’Italia di Conte giocherà gli europei: alla luce dell’inizio di stagione disputato da Missiroli (e considerati gli infortuni che hanno dimezzato il reparto mediano della Nazionale…) il sogno azzurro sarebbe potuto diventare realtà. “Un pensiero ammetto di avercelo fatto, purtroppo il lungo infortunio mi ha impedito di sperare concretamente nella convocazione. Di ‘europea’ mi tengo stretta la competizione che giocherò con il Sassuolo. Per me sarà la prima volta, non vedo l’ora di debuttare e magari affrontare squadre del calibro di Liverpool e Siviglia, ultime finaliste”.

E’ indissolubile il cordone ombelicale che lega Missiroli alla Calabria, precisamente alla città che ha visto la Reggina per diversi anni militare in serie A. Il ruolo di ‘testimone’, dopo un vuoto di potere che è sembrato eterno, è stato appena raccolto dal Crotone: “Non può che farmi piacere ritrovare una squadra calabrese in serie A. Hanno fatto cose incredibili, meritando questa storica promozione”. La speranza è quella di ritrovare l’anno prossimo, da avversario, almeno un pezzo della Reggina che fu… : “Barillà con il Trapani o Viola con il Novara possono farcela, i siciliani sono la squadra più in forma tra quelle che disputano i play-off. Ora però è un terno al lotto, può succedere di tutto”.

Dici Calabria e pensi Berardi. La classe abbonda nel compagno di squadra di Missiroli, uno  dei pezzi pregiati della vetrina neroverde. Da migliorare invece la tenuta caratteriale del cosentino classe ’94, opzionato dalla Juventus: “Domenico ha disputato due stagioni incredibili, in questo campionato un paio di infortuni ne hanno minato il rendimento ma si tratta di un talento cristallino. Sta crescendo anche sul piano caratteriale, ha fatto progressi mostrandosi più maturo”.

Nell’arcobaleno di colori (dall’azzurro della Nazionale sognato, al viola della Fiorentina sfiorato) il cuore rimane amaranto. Poco meno di un anno fa, Missiroli dava il proprio contributo economico nel tentativo (poi fallito) di salvare in extremis la Reggina di Foti. “Non l’ho fatto da solo, diversi giocatori cresciuti al S.Agata hanno compiuto il medesimo gesto. Era un modo per aiutare la società che ci ha fatto nascere e crescere, purtroppo non è bastato”.

Il nuovo corso è ripartito da Mimmo Praticò,  l’inferno dei dilettanti ha accolto l’eredità di una storia calcistica da ricostuire: “Ho seguito il loro cammino in campionato, interrotto ai play-off contro la Cavese. Provo immenso dispiacere e quasi incredulità nel vedere la squadra che rappresenta Reggio Calabria in serie D. Credo sia importante che torni a chiamarsi ‘Reggina’ a tutti gli effetti’, lo meritano i tifosi, la città e anche la nuova società”.