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Il “5 per mille”: ecco come la Reggina può diventare dei tifosi

Soluzioni cercasi. La Reggina è pronta ad affacciarsi alla prossima stagione con l’esigenza di reperire fondi che garantiscano solidità alla società.

Reggio ha poco a che fare con la Serie D per tradizione e bacino d’utenza e proprio il bacino d’utenza potrà fare la differenza.

Si pensa ad un azionariato popolare, ma negli ultimi giorni si è fatto strada un’ipotesi già percorsa in Provincia, ossia la donazione del “5 per mille” di cui la Palmese è stata pioniera.

Il “5 per mille” non è altro che quota dell’Irpef che i cittadini pagano obbligatoriamente all’interno della propria dichiarazione dei redditi che a, discrezione del contribuente, lo Stato destina a ad attività di pubblica utilità sociale.

Non si tratta perciò di una spesa ulteriore sulle tasse da pagare.

Si tratta di fondi che possono essere convogliati, ad esempio, verso le istituzioni religiose, fondi per la ricerca scientifica o altre attività.

Dal 3 aprile 2009 tra queste realtà vengono annoverate le società dilettantistiche.

In Provincia di Reggio si avvalgono di questa forma di sostentamento la Palmese e la Bovalinese.

La società neroverde primeggia in Italia per ricavi dal “5 per mille” come società sportiva.

La Palmese ha incassato 80.500 euro da circa quattromila contribuenti, circa un contribuente su tre sugli undici mila residenti nel Comune di Palmi (meno di ventimila abitanti).

Sono addirittura 3000 i contribuenti che scelgono di sostenere il Bovalino Calcio a 5,  con un incasso di più di settantamila euro.

A darne notizia per primo è stato “Il Sole 24 ore” (leggi qui).

Nel caso della Reggina le cifre schizzerebbero alle stelle e, in una previsione addirittura pessimistica, le cifre andrebbero moltiplicate per una decina di volte, non considerando i residenti al di fuori dei confini della città.

Un capitale che in D farebbe la differenza e che renderebbe davvero la società dei tifosi che, con una modalità tutta definire, potrebbero persino avere dei rappresentanti nel Cda.

Ma c’è un problema: la trasformazione in Srl della SSD Reggio Calabria potrebbe essere un ostacolo, dato che il contibuto andrebbe versato a società “non profit”.

Nei prossimi giorni si esaminerà l’opportunità di far valere, comunque, la valenza sociale del progetto, visti i tanti giovani che vengono coinvolti nel settore giovanile o di trovare un sistema che permetta questo tipo di sostentamento..

La scuola calcio di Roberto Mancini, l’ Unione sportiva Junior Jesina Libertas, incassa ben 65 mila dai contribuenti.

Questo è quello che richiede l’Agenzia delle Entrate:

Le associazioni sportive dilettantistiche che svolgono una rilevante attività sociale possono partecipare al riparto del 5 per mille per l’anno 2015.

In particolare, possono accedere al beneficio le associazioni nella cui organizzazione è presente il settore giovanile e che sono affiliate a una Federazione sportiva nazionale o a una disciplina sportiva associata o a un Ente di promozione sportiva riconosciuti dal Coni.

Inoltre le associazioni devono svolgere prevalentemente una delle seguenti attività:

  • avviamento e formazione allo sport dei giovani di età inferiore a 18 anni
  • avviamento alla pratica sportiva in favore di persone di età non inferiore a 60 anni
  • avviamento alla pratica sportiva nei confronti di soggetti svantaggiati in ragione delle condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.

A partire dal 26 marzo 2015, le associazioni sportive dilettantistiche in possesso dei requisiti presentano la domanda di iscrizione all’Agenzia delle Entrate, utilizzando modello e softwarespecifici.