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Toscano a Strill.it: “Reggina, ora servono idee chiare. Sul nome…”

di Pasquale Romano – Da reggino vero, avrà fatto fatica a vedere la maglia amaranto in giro per i campi (talvolta sconosciuti) della serie D. Il viaggio all’Inferno dei dilettanti si è appena concluso, senza l’epilogo sperato. Per riabracciare la Lega Pro, la Reggina dovrà sperare in un ripescaggio al momento ‘ostaggio’ di regole, griglie e rinunce da stabilire: “Non può stare tra i dilettanti, fa particolarmente male a noi reggini ma credo agli sportivi in genere. In passato è successo ad altre piazze storiche come Salerno, adesso purtroppo tocca al club amaranto. Mi auguro possa essere ripescata, spero abbia tutti i requisiti”, dichiara Mimmo Toscano ai microfoni di Strill.it

Come si può giudicare il campionato disputato dalla formazione allenata da Cozza? I tifosi sembrano dividersi tra chi pensa sia stato fatto il massimo e chi sperava di emulare Parma e Venezia: “Non scherziamo, sono casi completamente diversi. Parliamo di società con alle spalle imprenditori internazionali, con una forza economica spaventosa se rapportata alla Reggina. Cosi -assicura Toscano- è facile vincere il campionato. Quando si riparte da zero, in ritardo e senza avere un budget faraonico, è quasi impossibile arrivare primi”.

L’ex centrocampista amaranto conosce bene la nuova società, formata (tra gli altri) da Praticò e Gabriele Martino, con mister Cozza in panchina: “Li accomuna la volontà di compiere importanti sforzi individuali per dar vita a questo nuovo progetto. Hanno dato l’anima e il cuore in mezzo a tante difficoltà, io giudico positivamente questa loro prima esperienza. In serie D gli under sono determinanti, se arrivi in ritardo difficilmente puoi rimediare”.

Impossibile, al cospetto di chi è cresciuto con la maglia della Reggina addosso, svincolarsi’ dalla questione legata al nome. “Non ci si deve attaccare a queste cose. Bisogna stare vicino a chi ha a cuore la storia del club e sta provando in tutti i modi a farne rinascere la storia nel migliore dei modi. Praticò e gli altri dirigenti sono guidati da aspetti sentimentali nei confronti della città e del club che la rappresenta. Non nego che può esistere un fondo di ambiguità ma solo perchè questa società ancora non si chiama Reggina, ci sarà tempo per risolverla”.

Quando non si hanno le tasche piene, bisogna agire in fretta. Cava de’ Tirreni è ancora dietro l’angolo ma le lancette segnano già l’ora del futuro: “In vista della prossima stagione servono idee chiare e da subito. Non ho dubbi sulla voglia e la passione che anima i dirigenti amaranto, probabilmente però non c’è quella forza economica per ammazzare il campionato. Allora bisogna progettare da oggi, programmare con calma e attenzione la stagione che verrà. Solo cosi si possono ottenere risultati importanti”.