Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina, tempo di bilanci. Ma il futuro è già iniziato e si dovrà sbagliare meno

Reggina, tempo di bilanci. Ma il futuro è già iniziato e si dovrà sbagliare meno

di Pasquale De Marte – Con il triplice fischio di Cavese-Reggina non è finita la stagione, ma è iniziato il futuro.
SOCIETA’ – Non é un mistero che l’attuale sodalizio societario, a cui l’intera comunità di tifosi dovrà essere grata, ha fatto presente le proprie difficoltà a sostenere il progetto con lo stesso carico finanziario di questa stagione.
É il momento di parlare ancora più chiaro di quanto non si sia fatto fino adesso e, oltre alla ricerca di nuovi soci, potrebbe essere opportuno valutare la possibilità di coinvolgere la tifoseria attraverso un’iniziativa associativa o una campagna abbonamenti che assomigli o sia un vero e proprio azionariato popolare.
 Il progetto in passato é naufragato, ma stavolta la città e la tifoseria potrebbero rispondere, non essendoci più antipatie ad personam a dividere la passione per la maglia amaranto e  il popolo. E, non a caso, il presidente Praticò ha fatto sapere che si stanno già muovendo (leggi qui)
NOME E STORIA – I tifosi, a ragione, reclamano il riottenimento della propria identità. Ad oggi, tuttavia, appare un falso problema. Il ripristino del nome Reggina anche sulle carte ufficiali é un destino fisiologico e disperdere energie preziose in tal senso sarebbe un peccato, dato che si tratta di una naturale evoluzione su cui spingeranno i “tecnici” della materia.  Le difficoltà sono destinate ad essere aggirate facendo, tra gli altri esempi, leva sul fatto che la Figc consentì l’affiliazione della Pro Reggina, squadra di Calcio a 5 femminile.  Un precedente che potrebbe far vacillare e di molto eventuali opposizioni in seno alla federazione. Per valutare l’opportunità di riappropriarsi anche dei titoli sportivi occorrerà osservare lo sviluppo di altre e ben note situazioni.
GIOVANI DI BELLE SPERANZE -Il paradosso stagionale? Il settore giovanile avrebbe dovuto essere un problema, dato che andava allestito necessariamente per regolamento. Ma, pur con un importante esborso economico, é stato il bacino da cui il calcio reggino ha potuto attingere le maggiori soddisfazioni. Campioni regionali i Giovanissimi, campioni regionali gli Allievi e in piena corsa per lo scudetto la Juniores. Quello giovanile é stato davvero l’unico ambito in cui Reggio Calabria é riuscita a far valere il suo blasone.  Una prima squadra ad alto livello permetterebbe a tanti giovani reggini di andare a confrontarsi con settori giovanili di altro livello e oggi pomeriggio a livelli di alto professionismo ragazzi autoctoni come Simone Missiroli, Nino Barillà, Nicolas Viola e Fabio Ceravolo.
LA PRIMA SQUADRA – Si poteva fare di piú. Il quarto posto e la semifinale play off sono traguardi minimi e parzialmente giustificabili con l’essere novizi e dalla partenza in ritardo. Se a dicembre la squadra cambia quattro undicesimi di quella che doveva essere la formazione tipo é evidente che si é perso tempo anche nelle scelte.
Squadra rafforzata? Meglio rispondere bilancio ottimizzato. 28 punti nel girone d’andata con partenza ad handicap senza preparazione fisica e campo di allenamento, 28 punti nel girone di ritorno. Ai numeri non si può replicare
Se prendi un portiere che ti dà meno garanzie di quello che hai in casa e ci insisti anche significa che hai un po’ perseverato.
Se hai un attaccante da oltre 100 gol tra Lega Pro e Serie D (Zampaglione) e gioca la peggiore stagione della sua carriera é, oltre che per suoi demeriti,  perché il progetto poteva essere sviluppato meglio
Mentre già a dicembre, viste le ristrettezze,risultava complicato interpretare la scelte i ingaggiare un over (Cane) in un ruolo in cui stava facendo bene un under (Maesano) e lo scarso utilizzo dell’ex difensore del Messina ha contribuito a non fugare i dubbi che risultavano palesi.
Così come l’arrivo di Foderaro non ha spostato con gli equilibri.
I due stipendi forse sarebbero potuti essere spesi per portare a Reggio un attaccante prolifico, ricordando come quando la squadra stava per riagganciarsi al treno delle primissime sia mancata  sotto porta nelle gare casalinghe contro Noto e Due Torri.
Non mancano i dati positivi come la stagione di calciatori come De Bode, Lavrendi, Roselli o la valorizzazione del ’99 Carrozza.
E neanche le attenuanti come i due infortuni che hanno pesato sul rendimento di un uomo cardine come Tiboni.
Ma per puntare ad arrivare più  in alto si doveva sbagliare di meno. L’esperienza di questa stagione servirà.
LEGA PRO? MEGLIO NON PENSARCI  –  Noto e arcinoto come, allo stato attuale, la Reggina non possa in alcun modo spendere ancora oltre un milione di euro per allestire un organico da primato assoluto in Serie D. Con quella cifra (stavolta scarica dei trecentomila euro a fondo perduto per l’iscrizione) la squadra sarebbe la favorita numero uno per il prossimo campionato.
Non è possibile? Bisognerà fare “le nozze coi fichi secchi” e anticipare gli altri sul tempo.   Il Due Torri con un budget  di poco più di duecentomila euro (un quarto o quinto di quello della Reggina, facendo una stima per difetto) ha fatto solo sei punti in meno degli amaranto, solo tre sul campo considerata la vittoria a tavolino di Rende.
Questo la dice lunga su quanto la programmazione e la conoscenza della categoria possano fare la differenza.
Aspettare e pensare ad un ripescaggio in Lega Pro  può far perdere tempo
Reggio Calabria, pardon la Reggina, non può permetterselo.
Quella della Serie C è, comunque, una porta che si aprirebbe dopo quella che conduce alla solidità economica e tecnica per un altro anno di Serie D.  Procedere per gradi può essere la strada giusta.