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Reggina, Praticò: “Pochi soldi, ma idee e professionalità. Pensiamo ad azionariato e 5×1000”

“Quello che è successo nel prepartita non ce l’aspettavamo di certo. Ci hanno chiesto di aspettare negli spogliatoi, ma non conoscevamo la realtà che abbiamo appreso a fine gara. Dopo aver saputo ciò che è accaduto l’amarezza è tanta, perchè una festa dello sport viene rovinata da un qualcosa che poteva portare ad una vera guerriglia con conseguenze ben più gravi”.

Ai microfoni di Radio Antenna Febea il presidente della Ssd Reggio Calabria Mimmo Praticò commenta così l’accaduto di Cava dè Tirreni, per i quali sono stati presi i primi provvedimenti (leggi qui). 

E sulla partita “La Cavese, ancora più del Siracusa, era la squadra accreditata a vincere il campionato. Ce la siamo giocata alla pari. Siamo stati sfortunati a prendere gol con una leggerezza allo scadere del primo tempo e nel prendere un palo nella ripresa”.

Inevitabile iniziare a fare valutazioni sul futuro: “Stiamo ancora digerendo la sconfitta. Credevamo che vincere i play off avrebbe potuto aprirci porte importanti per un ripescaggio in Lega Pro, proveremo a farci trovare pronti nel caso in cui potessero aprirsi comunque altri spiragli.  Se dovesse essere ancora Serie D, come probabile ? Gli obiettivi non lo fanno il bugdet o il curriculum dei calciatori.  La Frattese non era partita per vincere e fino all’ultima giornata è stata in corsa, mentre il Rende del mio amico Coscarella puntava in alto e ha dovuto lottare per salvarsi.   Possono valere le idee, la programmazione e le professionalità che noi abbiamo.  Si parla poco, ad esempio, di tutti i successi del settore giovanile  Ci aspettiamo sostegno o, se necessario, che arrivi qualcuno meglio di noi  a sostituirci. Non consegneremo mai la squadra al Sindaco,  mi viene difficile pensare che in tutta la Provincia, ad esempio, non ci siano cinquecento persone che possono mettere 1000 euro a disposizione della causa.    Stiamo valutando la possibilità di un azionariato popolare sulla falsariga di quanto avvenuto ad Ancona o di mettere a punto un sistema di donazione del 5 per 1000 come accade a Palmi. Dobbiamo metterle a punto sotto il profilo tecnico.  Servissero 500.000 euro a fondo perduto per il ripescaggio? Mi metterei all’angolo delle strade con il cappello per racimolare la cifra, perchè parlo col cuore e se necessario sono pronto a fare il mendicante”.