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Reggina, il futuro è già iniziato. Poi la questione identità, blasone, tifosi

“Sarà difficile continuare a esborsare le stesse cifre che sono state impiegate lo scorso anno. Siamo aperti ad altri soci e qualcuno posso assicurare che si sta avvicinando. Confidiamo di fare bene in questi play off, per poi aspirare ad un ripescaggio. La Lega Pro significherebbe avere un appeal maggiore per gli investitori, ma soprattutto introiti maggiori e un investimento minore”. In Serie D avremmo bisogno ancora una volta del sostegno dei tifosi, magari facendo lo stesso numero di abbonamenti o addirittura maggiore. Ci hanno sostenuto concretamente in tutti gli stadi e spesso e volentieri, per numero di fan, abbiamo giocato in casa anche in trasferta”. Non possono passare inosservate le dichiarazioni rilasciate ieri dal socio di minoranza Nato Martino ai microfoni di Radio Antenna Febea. Da un intervento più ampio, abbiamo estrapolato due degli argomenti ritenuti di maggiore interesse per quello che sarà il futuro della SSD Reggio Calabria. Perchè, a prescindere dalle dichiarazioni pubbliche, il futuro è già cominciato da tempo. Il primo aspetto riguarda la struttura societaria e le sue potenzialità economiche. Il massimo dirigente ha più volte manifestato difficoltà esistenti e prudenza nel momento in cui gli si è chiesto di progetti e ambizioni future. E’ vero, sarà fondamentale capire in quale categoria verrà giocato il prossimo campionato, il dato cruciale, però, è rappresentato dalla eventuale capacità di questa società, nel sostenere la prima o la seconda ipotesi. Campionato a vincere in serie D, solidità e forza per iniziare una nuova avventura tra i professionisti. E’ lo stesso Nato Martino a parlare di possibili nuovi ingressi, il quadro completo della situazione sarebbe un bene averlo il prima possibile, onde evitare estati di fatiche e rincorse. La Lega Pro alletterebbe gli investitori, oltre ai benefici che ne porterebbe in maniera conseguenziale, il problema diventerebbe di maggiore consistenza nel caso in cui si dovesse ripartire dalla serie D. Sono gli stessi dirigenti a parlare di potenzialità che verrebbero a mancare, ad oggi, per provare a costruire una squadra in grado di vincere. Poi la questione tifosi. Determinanti lo scorso anno nel momento in cui in 3500 hanno sottoscritto il proprio abbonamento, mostrando sensibilità e vicinanza. Ripartendo dalla serie D, con quei presupposti appena citati, sarà possibile ripetersi? Al momento l’impresa sembrerebbe complicata. A tutto questo va aggiunto il pensiero del corposo gruppo di ultras, determinante per l’intero corso della stagione, che attraverso un comunicato ufficiale, ha annunciato in maniera inequivocabile intendimenti e comportamenti. “DOVETE DARCI TRADIZIONE E IDENTITÀ FATEVENE UNA RAGIONE RIDATECI IL NOSTRO BLASONE”. Chiaro riferimento al cambio di denominazione, sul quale la società si batte sin dal suo insediamento. Il nome Reggina alla ripresa del prossimo campionato, altrimenti la curva presenterà un clamoroso vuoto.