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Suicidio Reggina, l’Agropoli ringrazia e passa al Granillo (1-2)

di Pasquale De Marte – Dopo Leonfortese, Cavese e Scordia anche l’Agropoli potrà raccontare di aver violato il Granillo.  Magari, nella narrazione, ometterà di averlo fatto senza praticamente mai tirare in porta e di aver usufruito degli incredibili errori difensivi della Reggina, rimasta anche in dieci per un’ingenuità per oltre un’ora di gioco.

Dal canto suo gli amaranto diranno, pur con un uomo in meno, di aver dominato in lungo ed in largo il match, di aver colpito due pali e di aver sprecato qualche occasione di troppo.

Tutto vero, ma fino a un certo punto dato che nella supremazia territoriale dei padroni di casa si è vista davvero poca qualità e soprattutto forza dei nervi.

Dire che la  sconfitta è immeritata sarebbe sbagliato, perchè se gli errori li fai, meriti di perdere. Soprattutto se davanti ha una squadra che appare realmente poca cosa, al netto della grande volontà.

LA PARTITA – La gara del Granillo mette da subito in chiaro il filone del match: la Reggina fa girare palla alla ricerca di spazi, l’Agropoli attende gli amaranto e prova a giocarsela usando tutte le armi che una compagine di bassa classifica può utilizzare.

E le risorse dei campani non sembrano essere tantissime, dato che con le loro forze non riescono mai a superare la metà campo o ad orchestrare un’azione da gioco.

Il calcio non è una scienza esatta e basta un episodio per alterare la naturale evoluzione delle cose.  Al 13′ un’innocua palla diventa letale per la formazione amaranto perchè Licastro e Carrozza non si intendono, il giovane terzino tocca il pallone e libera al tiro Manfrellotti che, a porta libera, non deve far altro che spingere la palla in rete.

L’attaccante e tutta l’Agropoli non credono ai loro occhi.  Troppa grazia, ma la Reggina non fa troppo per arginare il carico di sfortuna, se si esclude un colpo di testa di Oggiano che, deviato dal portiere Polverino, finisce sulla traversa.

Gli amaranto restano in dieci per il rosso diretto a Cucinotti, reo di aver colpito a gioco fermo lo stesso Manfrellotti. Forse più plateale che violento il gesto, ma la sostanza non cambia ed è assai amara per gli uomini di Cozza.

Gli ospiti si difendono bassi, la Reggina si affida alle intuizioni di Lavrendi e al lancio lungo per Tiboni. Ma il primo tempo scivola via senza particolari ulteriori sussulti.

Cozza inserisce Cane e De Marco, ma la propulsione offensiva degli amaranto resta limitata.

Al 18′ ancora un’incertezza difensiva: retropassaggio di Cane per Licastro che rinvia male e coglie la schiena di Brenci, il pallone si impenna e si insacca clamorosamente.

Sotto di un uomo e di due reti sembra finita per gli amaranto, ma due minuti dopo Tiboni va a segno di testa.

Sono due e clamorose le occasioni per arrivare al pareggio: la prima è per Oggiano che dopo essersi bevuto tutta la difesa campana si fa ipnotizzare dal portiere Polverino, l’altra è per il neoentrato Liotta che, di testa, da pochi passi manda alto.

Le speranze amaranto si spengono su un destro di Tiboni che colpisce l’incrocio.

Inizia, invece, la festa dell’Agropoli che esulta sotto la decina di tifosi campani situati in Tribuna Ovest.

 

REGGINA-AGROPOLI 1-2 , IL TABELLINO

REGGINA: Licastro, Maesano, Carrozza, Roselli, De Bode, Cucinotti, Oggiano, Forgione (6′ st Cane), Tiboni, Lavrendi, De Marco (6′ st Bramucci). A disposizione:  D’Aguì, Brunetti, Sgro’, Castaldi, Liotta, Foderaro, D’Ambrosio. All. Cozza

AGROPOLI: Polverino, Gagliardo, Amendola (35′,  Melis, Chiariello, Laezza, Siano, Cascone, Manfrellotti, Brenci, Coco (27′ st Marciano, 49′ st Bernardini°). A disposizione. Bilancieri, Manffongelli, Gaita. All. Santosuosso.

Arbitro: Ricci di Firenze.

Ammoniti: Cascone, Lavrendi, Forgione, Chiariello, Siano, Brenci, De Bode.

Marcatori: 13′ Manfrellotti, 18′ st Brenci, 20′ st Tiboni

Espulsi: 30′ Cucinotti.

Vedi anche:

Lavrendi: “Brutto passo indietro. Ci rialzeremo anche stavolta”

Cozza: “Ingenui ed inesperti, partita ragalata. Qualcuno mi ha deluso”

Praticó: “Sconfitta che mi umilia. Rischiamo di buttare 7 mesi di lavoro”

Santosuosso a gamba tesa su Cozza: “La Reggina vale le prime. Ma solo con il lancio lungo…”

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