Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Cozza e Praticó a ‘Calcio 2000’: “Cosi abbiamo fatto rinascere il calcio a Reggio C.”

Cozza e Praticó a ‘Calcio 2000’: “Cosi abbiamo fatto rinascere il calcio a Reggio C.”

Cenere amaranto. E’ un vero e proprio tsunami calcistico quello che si è abbattuto su Reggio Calabria, piazza che pochi anni fa salutava l’epoca d’oro (fatta di un decennio in serie A) aprendo cosi un declino inarrestabile. Un’unica, gigantesca, delusione che ha finito con l’azzerare una storia ultracentenaria. La rinascita calcistica della città è partita dalla Ssd Reggio Calabria: nei fatti è ancora ‘Reggina’ ma le carte federali impediscono (almeno al momento) di avere due società attive con la stessa denominazione.

E’ una lettera dell’alfabeto del tutto nuova a queste latitudini, la D, a rappresentare la rinascita calcistica amaranto: “Purtroppo non è stato possibile salvare la vecchia Reggina e il professionismo, ho sentito il dovere di non far sparire il calcio a Reggio Calabria e tuffarmi in questa nuova avventura. Siamo riusciti -afferma il presidente Praticò ai microfoni di calcio 2000- a ripartire dalla serie D e non dalla Terza Categoria mantenendo cosi un minimo di dignità rispetto a quanto merita questa città”.

Per diversi lustri portabandiera del calcio calabrese, espressione orgogliosa di un territorio che ha visto la Reggina esibirsi nel massimo campionato per un decennio, Reggio Calabria oggi si trova costretta a rincorrere Catanzaro, Cosenza e un Crotone oramai prossimo al salto incredibile in serie A. Come è stato possibile un crollo verticale cosi fragoroso? “In alcuni momenti complicati del recente passato forse bisognava essere più determinati nel capire di chi di fossero le responsabilità. Oggi ci sono soltanto le rovine -dichiara amaro Praticò- è inutile guardarsi indietro e scavare nelle macerie. I tanti errori commessi purtroppo hanno distrutto il calcio in questa città, adesso non ha senso ricercare i colpevoli, il mea culpa deve essere recitato da tutti”.

Reggio Calabria sogna una nuova primavera calcistica, Francesco Cozza il tecnico della squadra amaranto. Lungo e indimenticabile il trascorso nella Reggina, anche se cosentino di nascita l’ex trequartista è diventato a tutti gli effetti un reggino: “Il rapporto che mi lega alla città -assicura Cozza- è unico, particolare. Si tratta di un viaggio iniziato quando ero ragazzino, credo di aver lasciato un segno da calciatore e adesso punto a farlo da allenatore. Voglio dare il mio contributo nel tentativo di far rinascere il calcio a Reggio Calabria”.

Trequartista sopraffino, ‘croce e delizia’ degli allenatori avuti in carriera, Cozza è stato una bandiera della Reggina anche se il talento gli avrebbe permesso palcoscenici ancora più prestigiosi: “ll rammarico è per non aver avuto una vera chance in un club importante. Sono arrivato al Milan troppo giovane, la formazione rossonera era piena di big e in quei due anni non ho avuto molte possibilità per mettermi in mostra. Lo stesso capitò ad altri giovani promettenti come Dionigi, Elber e Vieira“.

In riva allo Stretto si rivive quindi quanto già accaduto in diverse piazze calcistiche, Salerno e Napoli per citarne altre due del Sud: “Ci sono dei cicli che finiscono, alcuni di questi purtroppo clamorosamente male come capitato qui. L’auspicio è quello di risalire presto, ritrovare il professionismo è un obbligo” conclude Cozza. La strada verso la risalita è lunga, guardarsi indietro nel ricordo di epoche gloriose rischia di far male ancor più della realtà. Reggio Calabria, però, ha voglia di ricominciare.

12966490_703081563163284_411142751_n

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

calcio2000
É in edicola l´ultimo numero di ´Calcio 2000´ con l´intervista integrale a Mimmo Praticó e Francesco Cozza