Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Carbone ammorbidisce i toni: “Non siamo Reggio Calabria, ma meritiamo rispetto dagli amici”
Giuseppe Carbone, presidente della Palmese

Carbone ammorbidisce i toni: “Non siamo Reggio Calabria, ma meritiamo rispetto dagli amici”

Non si placa il clamore mediatico attorno al dopo partita di Palmese-Reggina.   Ai microfoni di Radio Antenna Febea prima è intervenuto il presidente Praticò (leggi qui), poi è toccato  al presidente della Palmese Pino Carbone.

“A caldo ho usato un tono diverso da quello che sarebbe stato consono. Ho esagerato, ma qualcuno ha sbagliato a parlare. Mi hanno infastidito le parole che ho sentito tra primo e secondo tempo. Tra due società amiche non me lo sarei aspettato”.

“Siamo stati – prosegue Carbone – definiti dilettanti allo sbaraglio, qualcuno ha detto che i nostri calciatori sono buoni solo a dare calci.  Tra gli altri ho sentito che a dirlo è stato il tecnico. Altri hanno sostenuto che abbiamo messo i giornalisti su un gallinaio. Sappiamo che il Lo Presti non è il Granillo  Queste sono parole che non mi aspetto perchè io e quindi Palmi riconosciamo il nostro ruolo rispetto a quello di Reggio Calabria e della Reggina”.

E Carbone fine a qualche strumentalizzazione:  “Sono stato tifoso della vecchia Reggina.  Non volevo dire che non mi riconosco in questa società e non sapevo che esistesse una diatriba di concetto sulla Reggina Calcio e la SSD Reggio Calabria. Volevo dire semplicemente che questa società, per quanto visto, non rispecchiava i valori di una struttura che possa essere un mulino a cui anche Palmi e la Palmese possono portare acqua”.

“Ho detto a Praticò – prosegue il presidente – che non deve scusarsi per aver vinto la partita. Forse si è esagerato nei festeggiamenti”.

E sulla Palmese: “Fino alla fine crederemo nella salvezza diretta. Vogliamo rimanere in Serie D, in caso di Eccellenza non faremo un dramma.  Abbiamo visto che la stragrande maggioranza di colori che vengono al campo tengono alla nostra società e abbiamo un dovere nei loro confronti, in modo da lasciare nel limbo qualche pseudotifoso che usa Facebook per insultarci e la cui identità presto sarà svelata dalla Procura della Repubblica, presso cui sporgerò denuncia per diffamazione”.