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Foti:”Reggina Calcio ha scelto di fare solo calcio giovanile. S.Agata, un marchio”

Ospite di “10 domande”  su ReggioTv il presidente della Reggina Calcio Lillo Foti ha avuto modo di ripercorrere le tappe principali della storia amaranto (leggi qui), ma anche di raccontare le ultime vicende.

Dalla vittoria del derby del 30 maggio 2015 alla mancata iscrizione: “Avevo aperto le porte della società. Serviva un aumento di capitale che non siamo stati in grado di portare a termine, anche per incapacità di trasmettere il messaggio. Avevo cercato altri approcci in Australia, ma non è andata come mi sarei augurato. Volevo chiudere col calcio, ma in maniera diversa. I problemi di salute che mi hanno riguardato hanno ulteriormente complicato la situazione”.

A luglio il tentativo estrane di salvare la società con l’ausilio di Mimmo Praticò e la sottoscrizione popolare: “Dopo l’incontro con Tavecchio avevamo trovato disponibilità ad una proroga sulle scadenze, viste le difficoltà generali del calcio italiano.   Si era aperta una finestrella e riguardava anche altre società, poi arrivò la comunicazione dello svincolo di tutti i nostri calciatori e della liquefazione del nostro patrimonio tecnico-giovanile. A quel punto lo sforzo sarebbe stato vano”.

E sul sequestro del centro sportivo: “L’espressione ‘Figli del S’Agata’ è un marchio che siamo riusciti a imprimere su tanti professionisti. Un sentimento di appartenenza vivo, perchè lì hanno potuto lavorare diversi reggini.  Non possiamo parlare della situazione attuale, se non fermarci alla fredda cronaca”.

Da qualche parte si parla di un reimpegno di Foti con un clamoroso ripescaggio della Reggina Calcio, ormai attiva solo a livello giovanile, in Lega Pro: “Il calcio ha bisogno di formazione e di ripristino dei valori morali. Non avendo più risorse economiche, la società ha fatto una scelta precisa e si dedica solo ai giovani”.

E su un possibile matrimonio tra Reggina Calcio e Ssd Reggio Calabria: “Ma no. Avevo dato la mia disponibilità ad uscire di fuori dalla società che presiedo ancora.  E’ una realtà più grande di me e nel momento in cui è venuta fuori la necessità che io mi facessi da parte ero pronto a farlo, dato che volevo chiudere un ciclo”.

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