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Giacchetta: “Reggina di Foti morta nel 2010. Passato e presente, ai tifosi dico…”

di Pasquale Romano –

Nastro amaranto da riavvolgere. Dopo 30 anni spesi nel calcio professionistico, prima da calciatore e poi da dirigente, Simone Giacchetta per la prima volta si trova in ‘standby’. “Non è piacevole, anzi deprime un pò. I primi mesi non mi ero quasi accorto di essere fermo, tanto era lo stress accumulato negli ultimi anni alla Reggina. Seguo partite e mi aggiorno, nella prossima stagione spero di tornare in pista” dichiara ai microfoni di Strill.

A Reggio Calabria il clima è sempre ideale per scatenare polemiche, il più delle volte sterili. Un video pubblicato sul profilo Facebook della Reggina (SSD Reggio Calabria nelle carte federali) ha fatto venire a galla ‘barricate’ inutili. Giacchetta dimostra di rispettare la realtà odierna anche se, come è doveroso che sia, il cuore lo porta altrove: “Oggi se c’è calcio a Reggio Calabria, seppur a livello dilettantistico, lo si deve a questa società. Sta incontrando qualche difficoltà perchè si tratta una società costruita ex novo, last minute, e magari anche i continui paragoni con la Reggina di Foti fanno male. La città meriterebbe qualcosa in più, ma nessuno può imputare qualcosa alla nuova società. E’ normale che da ex giocatore, capitano e dirigente della Reggina il mio affetto vada verso quel club, con il quale ho vissuto un lungo percorso che  è stato un sogno”.

Un possibile (?) ritorno al calcio professionistico di Foti alla base di una divisione che vede una piccola parte della tifoseria non riconoscersi appieno nella nuova società amaranto, in ‘nome’ di una parola rimasta sospesa sul cielo sopra S.Agata: “Foti pensa al ritorno? Non credo sia uno scenario possibile. La città non deve spaccarsi in due, da queste parti si commette sempre l’errore di farsi male da soli. Da un lato bisogna sostenere la nuova realtà, appena partita, dall’altro continuare a rispettare e ricordare con affetto la Reggina di Foti, che in mezzo ad un mare di difficoltà proverà a continuare il suo percorso calcistico ma fatto esclusivamente di settore giovanile”.

Re(ggio Calabria) senza Regina. La prossima estate il club amaranto farà tutto il possibile per modificare la denominazione sociale, secondo Giacchetta la questione legata al nome non è secondaria: “E’ un aspetto importante, la storia calcistica recente di questa città è stata riconoscibile e lo è tutt’oggi grazie alla Reggina di Foti. Gran parte dei tifosi, oggi adulti, ripensano al cammino ultracentenario, arrivato allo spareggio di Messina e sempre con il nome ‘Reggina’. Nelle altre piazze, dove ci sono stati fallimenti, i tifosi e le società hanno fatto di tutto per riappropriarsi del nome originario”.

Il calcio e Reggio Calabria. All’entusiasmo degli anni ’90 e l’epoca d’oro di inizio millennio, è seguito il crollo. Dalla B alla Lega Pro, poi la rinascita obbligata dai dilettanti con la nuova società. “Come è stato possibile? La crisi economica delle società italiane -dichiara Giacchetta- ha impedito di vendere a prezzi elevati i figli del S.Agata, Missiroli e Acerbi sono state le ultime cessioni di rilievo. Importante ricordare la sciagurata stagione di Novellino, li si sono bruciati milioni e milioni di euro. L’estrema unzione è arrivata a luglio 2015, ma la Reggina di Foti purtroppo è morta in quella stagione”.