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Con Licastro quasi una Reggina da primato. Senza Licastro da playout. I numeri

Ci sono annate che nascono male e così finiscono. Lo sa bene Marco Ventrella, portierino classe 1996 e arrivato sullo Stretto con le credenziali di chi viene considerato un buon prospetto dell’intero calcio italiano.

Era ritenuto  un grande colpo, gli errori lo hanno costretto ad accomodarsi in panchina, nonostante un dato anagrafico (classe 1996) che lo fa essere under e che fa gola a qualsiasi allenatore di D costretto a schierare sempre un giocatore nato nel 1995, due nel 1996 e uno nel 1997.

Di questa norma ne ha fatto le spese Mattia Licastro (under al limite, ’95) che nonostante le buone prestazioni è stato costretto a restare fuori anche dopo essersi conquistato il posto da titolare.

Adesso, però, non ci sono più discussioni.  Il numero uno è lui e si è conquistato tutto sul campo.

I rigori parati sono solo la punta dell’iceberg, perchè in tante partite non perse dagli amaranto (vedasi Scordia e Vigor Lamezia) c’è anche la sua firma.

Il confronto numerico del rendimento della squadra con i due portieri è impietoso.

24 punti in 13 partite con Licastro,  Una media di 1,85 punti a parttita che non è molto distante da quella della Cavese capolista (2 punti).

21 punti in 16 partite, invece con Ventrella.   Per, intenderci, la Reggina con questa media non avrebbe molti punti in più del Roccella e pur essendo in una posizione, tranquilla dovrebbe guardarsi alle spalle.

Il dato è ancora più nefasto se si considera che una vittoria è arrivata a tavolino a Rende.  Il bottino conquistato scenderebbe a 18 e la media a 1,1, che vale la zona play out.

L’altro dato che fa impressione è quello relativo alle sconfitte: 1 sola con Licastro ed a Fratta dove hanno perso  praticamente perso tutti e dove il portiere di Delianuova ha tenuto a galla gli amaranto fino al 90′, 8 sul campo con Ventrella e molte delle quali caratterizzate delle sue incertezze (doppia sfida con la Leonfortese, Siracusa, Cavese in casa).