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Reggina Calcio, confermato il sequestro preventivo del S.Agata.

Mancherebbe solo un documento che, una volta trasmesso dal Comune alla Regione dopo i ritardi, trasformerebbe la zona del S.Agata da R4 a R2 per risolvere la questione del centro sportivo della Reggina Calcio e l’edificabilità della stessa.

Era, più o meno,  questa la spiegazione della società di Via delle Industrie quando la Guardia di Finanza ha posto i sigilli alle strutture edificate e al campo numero sei.

Intanto  è però arrivato la conferma del gip relativamente al sequestro preventivo delle strutture.

Ecco il comunicato diffuso e agli amministratori della società, tra cui Pasquale Foti detto Lillo, si si contestano – si legge- numerosi reati sulla normativa edilizia, urbanistica ed ambientale,  per la realizzazione dell’intera struttura sportiva in totale difformità e/o assenza  dei permessi di costruire e delle varie autorizzazioni di legge.

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e gli agenti della Polizia Provinciale di Reggio Calabria  hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di tutti gli immobili e di un campo sportivo insistenti presso il centro sportivo Sant’Agata della Reggina calcio S.p.a. in alveo del torrente Sant’Agata compreso tra il prolungamento della pista aeroportuale ed il ponte delle ferrovie dello Stato di  RC – Metaponto. Il provvedimento è stato emesso dal Procuratore della Repubblica Federico Cafiero de Raho e dal Procuratore Aggiunto Gerardo Dominijanni, all’esito di una articolata attività di indagine condotta con l’ausilio di consulenti tecnici, che ha consentito di ricostruire le vicende amministrative legate alla realizzazione dell’impianto sportivo della Reggina Calcio. E’ stato infatti accertato che detto impianto è abusivo in quanto costruito in violazione delle norme di legge in materia urbanistica, edilizia ed ambientale. In particolare, a F.P. e R.G. entrambi di anni 66,  in concorso tra di loro,  si contestano numerosi reati sulla normativa edilizia, urbanistica ed ambientale,  per la realizzazione dell’intera struttura sportiva in totale difformità e/o assenza  dei permessi di costruire e delle varie autorizzazioni di legge.