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Infantino, promessa mantenuta. Quella casa in centro e quel cuore amaranto….

Come un capo di stato. E non di poco conto.  La poltrona di numero uno del calcio mondiale è una posizione di assoluto prestigio e responsabilità.

Fa effetto che a sederci, adesso, ci sia un figlio della Calabria.  Un figlio indiretto, dato che il padre, per trovare lavoro, è dovuto partire da Reggio ed arrivare fino in Svizzera.

Infantino è un avvocato di successo. Diventato consulente di varie società di livello internazionale, ben presto ha scalato posizioni all’interno dell’Uefa fino a diventarne il segretario generale.

Molti lo ricordano per essere l’uomo dei bussolotti ai sorteggi di Champions’ League, ma Gianni Infantino  è stato per il football europeo molto di più.

E’ diventato presidente della Fifa, ma non dimenticherà le sue origini.  Le ha sempre rivendicate orgogliosamente.     Di Reggio ha sempre ricordato i profumi, il mare ed anche i sapori.

Ne ha parlato talmente tanto che una tv svizzera, nei giorni scorsi, è arrivata in città per raccontare i luoghi dove trascorreva soprattutto le estati.

Ci è tornato spesso, conserva una casa a due passi dal lungomare  e soprattutto la residenza sul passaporto, dato che ha la doppia nazionalità.

Sarà una figura imparziale, ma un debole calcistico lo ha sempre avuto.  Glielo ha verosimilmente trasmesso il padre, facente parte di una generazione innamoratasi delle squadre di Maestrelli  e Granillo, nonostante la vicinanza con la Svizzera lo portasse più spesso a San Siro a godere delle gesta dell’Interi di Altobelli e Beccalossi.

Lo ha confermato ai microfoni della Gazzetta del Sud Tonino Raffa: “Fin da piccolo ha sempre tifato Reggina e continua a farlo”.  A rincarare la dose Franco Iacopino: “Quando presentammo il libro scritto con Eugenio Marino ha detto che terrà sempre per la stessa squadra e che Reggio è casa sua”.

“Ci tornerò da  presidente della Fifa” ha detto nei giorni scorsi a Repubblica.   Reggio è pronta a riabbracciarlo, non più da cittadino qualunque.

Non che prima lo fosse, dato che nel 2006 è stato insignito del “Sangiorgino d’oro”