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Reggina, magistrati:”S.Agata? Scempio costruito con connivenza degli amministratori”

Sono 114 le pagine che, secondo la Procura della Repubblica, inchiodano le eventuali responsabilità della Reggina Calcio (la società di Foti e non più svolgente calcio professionistico) e lo status di abusivismo da affibbiare al centro sportivo S.Agata.

Per anni considerato il fiore all’occhiello della società amaranto, il centro risulta, secondo i magistrati, “totalmente abusivo. Costruito e realizzato in totale spregio delle norme di legge dettate in materia urbanistica, edilizia e ambientale, nonchè di tutti gli atti amministrativi emessi nel tempo”.

Un punto di vista totalmente diverso da quello espresso da fonti vicine alla società (leggi qui) che si legge sull’edizione odierna della Gazzetta del Sud.

E i magistrati vanno giù duro. I manufatti, secondo il loro parere, sono stati realizzati grazie “alla connivenzia e alla ignavia di coloro c

Una veduta di un manufatto del S.Agata
Una veduta di un manufatto del S.Agata

he hanno rappresentato le pubbliche amministrazioni via via competenti a intervenire che hanno permesso ai responsabili della società Reggina Calcio di appropriarsi di un pezzo di città e di farlo in spregio al pericolo cui esponevano gli atleti la cui incolumità era a loro affidata e le giovani vite dei ragazzi della scuola calcio che frequentano, da ultimo, il centro sportivo”.

Nel registro degli indagati figurano Lillo Foti e Gisueppe Ranieri, ex amministratore unico.

Quasi tutti i manufatti del centro sportivo sarebbero abusivi, con particolare attenzione al sesto campo, di cui farebbe parte una buona parte di suolo demaniale a cui si aggiungono tutte le strutture: magazzini, lavenderie, depositi, spogliatoi.