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Torrisi a Strill: “Indossare la maglia amaranto una fortuna. Con il calcio ho chiuso”

di Pasquale Romano –

Appartiene a questo secolo, ma è un’epoca già lontana quella che vedeva militare la Reggina stabilmente e orgogliosamente in serie A. Nella stagione 2003-2004 della rosa amaranto facevano parte Francesco Cozza, Andrea Sottil e Stefano Torrisi. I primi due si ritroveranno domenica al Granillo, in un amarcord malinconico che brucia al cospetto di un presente in serie D. Stefano Torrisi da qualche anno invece vive una nuova vita, lontano non solo dal calcio ma anche dall’Italia. Residente da tempo a Praga, l’ex difensore si occupa assieme alla moglie ceca di aziende che operano nel campo dell’abbigliamento. “Qui si vive benissimo. Posso solo osservare da lontano, dispiaciuto, la crisi che si sta vivendo in Italia. La mia è stata una scelta precisa e ponderata, sono felice di averla compiuta. Con il calcio ho chiuso, ne ho viste di cotte e di crude perdendo la passione che mi ha legato a quel mondo” dichiara sereno Torrisi ai microfoni di Strill.

Gli scherzi del destino lo vedono ‘concorrente’ in campo imprenditoriale di Lillo Foti, suo presidente nell’esperienza vissuta in riva allo Stretto: “Non ho dubbi, è stato il presidente che capiva più di calcio incontrato in tutta la mia carriera. A lui mi lega un rapporto intenso e particolare, ci siamo sempre parlati in faccia con estrema franchezza”. L’anima amaranto dei tempi d’oro si è disgregata. Foti è impegnato nel salvataggio della Reggina Calcio, società che si occupa esclusivamente di settore giovanile. Gabriele Martino e il dottor Favasuli, due dei protagonisti dell’epoca, invece sono ripartiti dalla nuova società presieduta da Mimmo Praticò: “Ci tengo a salutarli calorosamente attraverso la vostra testata, li ricordo entrambi con affetto. So bene cosa rappresenta la Reggina per il direttore Martino, la vive con passione e determinazione impressionante”.

(IL VIDEOSALUTO DI TORRISI AI TIFOSI AMARANTO)

Difensore particolarmente roccioso e attento in marcatura, Torrisi ha vissuto un’esperienza prestigiosa in Spagna con l’Atletico Madrid (voluto da Arrigo Sacchi) in tempi in cui trasferirsi all’estero non era usuale per i giocatori italiani come invece accade da qualche anno. A Bologna la parentesi più lunga di una carriera ricca di soddisfazioni, in riva allo Stretto  una stagione e mezza con due salvezze festeggiate: “Mi ritengo fortunato ad aver indossato la maglia amaranto, specie negli anni di massimo splendore per la Reggina. Ero venuto da Parma con tanta voglia di giocare, cosa che poi è effettivamente accaduta. Non avevo mai giocato al Sud prima di allora, l’affetto riservatomi dai tifosi amaranto mi è rimasto impresso, come l’accoglienza calorosa ricevuta quando sono tornato al Granillo con la maglia del Bologna”.

Una sola paura, tra i ricordi di Torrisi esclusivamente piacevoli legati al periodo amaranto: “Gli atterraggi alla pista di Reggio Calabria, se ci ripenso ancora oggi mi tornano i brividi. Raramente ho avuto paura nella mia vita come quando ci avvicinavamo all’aeroporto dello Stretto”. Brusco il ritorno all’attualità dopo aver rievocato tempi felici. Domenica al Granillo sarà Reggina-Siracusa, gara valida per il campionato di serie D. Sulle due panchine Cozza e Sottil, ex compagni di Torrisi: “Mi fa piacere per le carriere che hanno deciso di intraprendere. Andrea già allora aveva esperienza e carattere, Ciccio invece era la fantasia di quella squadra, si accendeva  con  lampi di assoluta qualità. La lettura della partita ce l’avevano entrambi, non mi stupisce siano diventati allenatori”. Impossibile chiedere pronostici per il prossimo Reggina-Siracusa ad un ex giocatore divenuto ‘alieno’ di un mondo abitato per decenni: “Non seguo più il calcio, mi limito a qualche partita di Champions League e big match dei campionati nazionali. Ovviamente spero la Reggina possa presto tornare dove le compete”.