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Reggina, un quarto posto da difendere e quelle difficoltà che vengono da lontano.

di Pasquale De Marte – Cosa accadrà quest’estate?  Forse niente, forse tutto ed il contrario di tutto.   Per adesso, in ambito Reggina, bisogna sforzarsi di pensare al solo aspetto sportivo.

C’è un quarto posto da salvaguardare,  che significa play off e l’eventualità di garantirsi un posto privilegiato in una possibile graduatoria finalizzata ai ripescaggi.

Lo scialbo pareggio di Marsala, messo in cassaforte dal rigore parato da Licastro, ha messo in rilievo ancora una volta il fatto che gli amaranto non valgono il vertice e che, ad oggi, iniziano a pagare tutte le imperfezioni con cui la stagione è nata.

Le partite passano e rintracciarle diventa sempre più facile.

RISORSE ECONOMICHE  – Chiamarti Reggina (anche se sulla carta non è ancora così)  serve a poco sul mercato. Lì hai necessità di ” moneta sonante” e se non la hai non riuscirai a portare a casa nè un finalizzatore in grado di fare la differenza in zona gol, nè un centrocampista che sia anche una abile direttore d’orchestra, nè un difensore da affiancare a De Bode per erigere un muro invalicabile.

E’ per l’assenza di questi tasselli che gli amaranto non sono riusciti a concretizzare una rimonta sulle prime, di cui se ne è avuta traccia soltanto come illusione.

Con un budget simile a quello avuto nella stagione in corso, senza la necessità di pagare trecentomila euro per l’iscrizione in soprannumero, la sensazione è che, se dovesse essere ancora Serie D nella prossima stagione, ci siano i margini per allestire un organico in grado di lottare  da subito per la vittoria del campionato,.

PROGETTUALITA’ –  In un torneo dove spesso  gli under  scavano la differenza tra te e gli avversari rischi di pagare a caro prezzo l’approssimazione e il fare le cose in fretta o all’ultimo minuto, anche se, come nel caso della Reggina, sono le contingenze a farti partire svantaggiato.

Ai più sarà parso evidente l’immobilismo di Ciccio Cozza di fronte allo stallo tattico della gara giocata a Marsala.

Ma senza  i ’96 Bramucci e Maesano tutto diventa molto più difficile perchè la rosa non ha una perfetta simmetria  nella composizione anagrafica delle batterie dei ruoli, pur avendo giovani di valore.

Se manca Maesano (under) gioca Cane (over) ed ecco che si scatena un effetto domino che porta a tutta una serie di cambiamenti che sono ancor più difficili da variare a gara in corso.

Programmando da giugno potrebbe essere meno difficile mettere in piedi  un organico che possa garantire ricambi under nei ruoli predefiniti.

PORTIERE – Quello dell’estremo difensore ne è l’esempio lampante.

Ventrella, tra i giovani italiani, non è l’ultimo arrivato, perchè se diventi il titolare della Primavera del Bari non sei certo scarso. Ma questo non è il suo anno e spesso i suoi errori hanno pesato in partite chiave come quelle contro il Siracusa e la Cavese.

Chiunque si è accorto delle sue difficoltà in questa stagione e di come Mattia Licastro abbia dimostrato qualcosa in più quando è stato chiamato in causa.

La differenza tra i due?  Il primo è ’96, l’altro ’95.  Con l’impiego di Brunetti (’95) in difesa l’utilizzo dell’ex estremo difensore biancorosso permette di occupare due caselle “under”.   Forzarne l’impiego può essere stato un errore, ma probabilmente una necessità dettata dall’esigenza di stilare una formazione conforme a quelli che sono i principi dettati dal regolamento.

Partire prima e in linea con le altre squadre, magari, avrebbe portato ad avere due portieri ’95 (l’altro poteva essere Parisi della Vibonese) e a far si che la scelta dell’allenatore potesse essere soltanto tecnica e, magari, un altro calciatore ’96 che si giocasse il posto con Maesano sulla corsia di destra.

PREPARAZIONE FISICA –   I dieci risultati utili consecutivi prima del suicidio di Leonforte e del meritato ko contro la Cavese sono valsi tanto sotto il profilo della fatica.

Adesso sono arrivati tre risultati utili consecutivi, ma Ciccio Cozza non ha nascosto che la squadra sia un po’ in riserva, avendo diversi calciatori arrivati a campionato già iniziato e senza aver svolto la preparazione precampionato, sommaria anche per il resto del gruppo che non ha giocato praticamente neanche una vera amichevole prima dell’esordio in Serie D.

CALENDARIO E MENTALITA’ –  Il Siracusa e lo scontro diretto con la Vibonese all’orizzonte.  Non è certo un cammino in discesa quello degli amaranto.  Servirà raccogliere e e recuperare la mentalità giusta, quella che chiede il presidente Praticò (leggi qui), e riordinare in fretta le idee.   Mantenere la posizione è una missione difficile, ma assolutamente alla portata di Lavrendi e compagni.  Possono e devono offrire di più sotto il profilo delle prestazioni, per questo si aspettano risposte importanti dalla squadra a stretto giro di posta.