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As Reggina vs Reggina Calcio: e se succedesse davvero?

Le premesse sono dovute: Foti e la Reggina Calcio hanno manifestato a chiare lettere l’intenzione di chiudere con il calcio professionistico per sempre, di volersi limitare all’attività giovanile attraverso il Centro Sportivo S.Agata  e di non volerne sapere di prima squadra.

Il comunicato diffuso dalla Reggina Calcio lo scorso 2 novembre
Il comunicato diffuso dalla Reggina Calcio lo scorso 2 novembre

Perciò l’ipotesi rischia di essere fantascienza e probabilmente lo è.

Nessuno ha motivo di non credere a ciò che è stato detto o giudicare qualcuno se si dovesse cambiare idea, ma uno scambio di tweet tra Alfredo Auspici e il presidente della Lega di B Abodi (leggi qui) ha fatto emergere una realtà che in molti conoscono: il fatto che la società sia ancora in vita è una presenza ingombrante per quella nuova.

La sensazione è che, come spiegato, le difficoltà legate al nome saranno superate, per tutta una serie di motivi (leggi qui).  Ma, almeno in linea teorica, esiste un’altra opportunità che angoscia le menti dei tifosi amarnato.

La Reggina Calcio, partecipando ai campionati giovanili, ha conservato la matricola.   Ha perso la rappresentatività della città, ma può ancora contare su titoli e blasone.  O almeno così pare, volendo equiparare i campionati regionali giovanili a quelli di 3^ Categoria, divisione minima affinchè, dopo un anno, il titolo sportivo non decada.

Un dato su cui eventualmente si potrà parlare, ma che, come avviene su tutto in questo caso, non ha precedenti. Chi non si si iscriveva falliva e non si preoccupava certo di ciò che ne era del titolo sportivo.

Se, per caso, Foti cambiasse idea o arrivasse qualche magnate proveniente dalla Luna  a prendere le redini  della Reggina Calcio avrebbe tutto il diritto di tornare a fare calcio in prima squadra.

Difficile, quasi impossibile, pensare di poter tornare a giocare la Lega Pro dato che il blasone, secondo gli ultimi criteri di ripescaggio, conta solo per il 25% .

Più accessibile, invece, pensare di fare la Serie D.  Nello scorso campionato per essere ripescati venivano privilegiate le squadre con sede in grandi città per la categoria, in capoluoghi di provincia, con grande tradizione, ma persino quelle con grandi stadi e servizi aggiuntivi (centri sportivi?).

Esiste anche una parte dedicata al posizionamento nell’ultima stagione tra i requisiti, ma in quel caso basterebbe una fusione con una squadra cittadina di Eccellenza per assumerne il “merito” di una stagione appena conclusa.

Nello stesso tempo andrebbero comunque saldati i debiti sportivi (non quelli eventualmente residui e rateizzati con i creditori esterni), gli stessi che non hanno consentito alla squadra di iscriversi in Lega Pro nella scorsa stagione.

E se per caso l’Asd Reggio Calabria dovesse trovarsi ancora in Serie D (ipotesi ad oggi probabile, guardando in faccia la realtà) potrebbe essere derby. Un derby già visto a livello giovanile, ma che farebbe ancora più impressione quando quest’ultima assumerà un nome del tipo As Reggina o simili.

E allora il tifoso amaranto chi sosterebbe?  Chi ha dato continuità ai 102 anni di storia non potendosi chiamare Reggina unicamente per ragioni di regolamento o chi gli ha dato lustro, ma anche delusioni, dal 1986 ad oggi interrompendo la storia nella scorsa stagione?

Non sarebbe una situazione nuova per la Calabria, anche Cosenza qualche anno fa, seppur partendo da situazioni diverse, si trovò con due squadre.

Non esattamente una soluzione opportuna per un tessuto economico depresso come quella calabrese.