Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina, Martino: “Meglio inseguire. Cozza mai stato in discussione”
Fortunato Martino, dirigente della nuova Reggina

Reggina, Martino: “Meglio inseguire. Cozza mai stato in discussione”

di Michele Favano – Un girone dopo Leonfortese e Reggina, nuovamente a confronto. Il ricordo di un momento difficile per la squadra amaranto, battuta al Granillo sorprendentemente, quattro giorni dopo la batosta subìta a Roccella. Forse il periodo più complicato per la nuova società ed il suo tecnico, un ricordo ormai lontanissimo, visto il percorso successivo della squadra, oggi al quarto posto della classifica. A due giorni dalla sfida di Leonforte, ne abbiamo parlato con uno dei dirigenti dell’Asd Reggio Calabria Nato Martino.

“Lo ricordo benissimo quel periodo. Con la Leonfortese è stata la partita più brutta del campionato. Arrivavamo dalla tremenda sconfitta di Roccella, un forte temporale aveva preceduto l’incontro e lo stadio era praticamente vuoto. Un impatto totalmente diverso dal punto di vista ambientale, rispetto a quanto vissuto una settimana prima con la Sarnese. In quel periodo si pagava anche una condizione atletica assai precaria, non eravamo in grado di gestire tre partite in sette giorni. Allo stesso tempo, però, quel doppio passo falso ci ha portato ad importanti riflessioni. Intanto ci ha fatto capire ancor meglio quale era il contesto nel quale ci si confrontava. Qualcuno pensava che essendo la Reggina tutto poteva essere più facile, quella sconfitta ha totalmente smontato quel tipo di teoria. Ritengo, quindi, che il periodo più brutto per noi, sia stato anche quello utile per iniziare ad invertire un trend che poteva diventare per tutti pericoloso”.
Mettendo in discussione tantissimi calciatori e mai il tecnico…

“Mai, lo dico con orgoglio. Sulla figura del tecnico e sulle sue qualità c’è stata sempre massima coesione tra i dirigenti. Sapevamo che i problemi erano altri, le sconfitte arrivavano per episodi isolati, errori individuali, poco a che fare con le responsabilità del tecnico. Alla luce di quanto avvenuto successivamente, possiamo dire che i fatti ci hanno dato ampiamente ragione”.

Il quarto posto in classifica rientra in quelli che erano gli obiettivi iniziali?
“Il campionato si deve giocare ancora per quasi tutto il girone di ritorno. Ritengo che l’attuale posizione in classifica sia migliorabile, ricordando che l’obiettivo posto ad inizio stagione, era quello di disputare un campionato decoroso. Che non significa accontentarsi, gli stimoli e le sollecitazioni ci accompagnano quotidianamente e fino alla fine daremo il massimo, le somme le tireremo a stagione conclusa”.
Inseguire è complicato, inseguire addirittura tre squadre potrebbe essere più stancante?
“Inseguire è stimolante, ti spinge partita dopo partita a dare sempre il massimo. Chi è inseguito si preoccupa di non essere raggiunto, secondo me il vantaggio psicologico è a favore delle squadre che stanno dietro. E’ una mia teoria. Mi infastidisco molto quando allo stadio mi viene riferito il risultato delle nostre dirette concorrenti, penso solo alla mia squadra ed ai tre punti da conquistare. Giochiamo tutte le partite per vincere, poi si vedrà”.