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Reggina, Martino: “Professionismo e credibilità.Sul mercato…”

Gabriele Martino, direttore generale dell’Asd Reggio Calabria, è stato ospite della trasmissione Fuorigioco, in onda su ReggioTv, ed ha toccato vari argomenti relativi all’universo amaranto fornendo anche spunti interessanti.

LA VITTORIA CONVINCENTE  SUL ROCCELLA – “La prestazione di ieri ha reso merito ad allenatori e ragazzi. E’ stata la giusta ricompensa per gli spettatori che sono venuti allo stadio nonostante la temperatura che c’era. E’ stata preparata bene sul piano tattico. Cozza, partendo dalle assenze che c’erano, ha pensato di basarsi su un attacco che non dava punti di riferimento. Il lavoro del campo in settimana ha avuto pieno riscontro in partita”.

DOVE SI PUO’ ARRIVARE – “Dall’inizio il nostro obiettivo è quello massimo, perchè abbiamo consapevolezza che a Reggio Calabria in Serie D non si possa pensare diversamente. Non è detto che lo centreremo, ma l’ambizione è fondamentale.  I traguardi si raggiungono tutti insieme. Si parla di dieci risultati utili consecutivi, ma nelle ultime nove partite sono arrivate sei vittorie e tre partite.  Viaggiamo ad una media di 2,35 punti a partita, pensiamo solo a noi senza guardare il calendario”.

CONFERMA DEL TECNICO NELLE DIFFICOLTA’ INIZIALI – “In questo campionato tutto il nostro ambiente è stato in ritardo, perchè non lo conoscevamo. Anche il mister e il suo staff lo sono stati. Tutti ci siamo rimboccati le maniche per intervenire in modo certosino e rimettere ordine anche in un organico che in buona parte avevamo ereditato”.

BRAMUCCI – “I tre gol di ieri non ingannino. Lo conosco bene, so che potenzialità ha e so che non ha dato quanto avrebbe potuto. Ha tutto per diventare un attaccante moderno, utile in fase realizzativa, di suggerimento e di ripiegamento. Le caratteristiche glielo consentono. La mancata iscrizione della precedente società lo aveva portato a perdere fiducia in questo ambiente cittadino. Ricordo bene i primi contatti con i suoi genitori e lui era allettato da altre proposte, ma ha dimostrato sin dall’inizio di credere nella nostra progettualità”.

OGGIANO – “Ha qualità notevoli. Ha avuto un dialogo con il mister nel quale gli è stato chiesto di pensare più al collettivo e meno all’individualità. La risposta che ha dato dimostra che abbiamo a che fare con un ragazzo intelligente e che ha messo a frutto il confronto col tecnico.

LAVRENDI – “Ricordo quando un martedì lo incontrai in ufficio e lo bacchettai perchè gli riconoscevo caratteristiche importanti e non poteva accontentarsi di quello che stava facendo fino a quel momento. anche di una carriera in cui ha raccolto relativamente poco.  E’ cresciuto tantissimo e anche alla sua età (classe ’86) può aspirare a qualcosa di importante.  Ha ancora le possibilità per migliorare”.

CANE E MAESANO – “Prima di prendere Cane il primo a saperlo è stato Maesano. Gli ho detto quello che avevamo intenzione di fare, per evitare che alcune sirene provenienti dalla città potessero destabilizzare un ragazzo di diciotto-vent’anni.”

IL GRUPPO – “Ormai è una squadra di amici. Questo ci fa capire perchè vediamo tutti che lottano su ogni pallone e ognuno che cerca di fare una corsa per il compagno. Lo spogliatoio è granitico, con allenatore e presidente in testa. Nessuno vuole rimproverarsi nulla fine stagione”.

RINUNCIA A RIVA ED ARENA – “Sono stati segnali che abbiamo voluto lanciare a tutti. Non ho guardato chi e come  o perchè avesse fatto le scelte. Ho pensato all’interesse della città e della società. Riccardo Riva era un buon giocatore ma aveva commesso degli errori in taluni comportamenti e un gruppo forte si forma anche attraverso il rispetto delle regole. Ad Arena riconosciamo importanti qualità tecniche ma credo potesse e dovesse fare di più e se lo meritavano i suoi compagni. Sapevo fosse un elemento di spessore, ma cercavamo altro ossia gente che si mettesse al servizio della causa. Nel cambio con chi è arrivato forse non ci abbiamo rimesso”.

SFOGO DEL PRESIDENTE PRATICO (leggi qui per i dettagli) – “Nella nostra città si lanciano delle provocazioni alle quali non dobbiamo rispondere. Noi che facciamo calcio da sempre sappiamo quanto sia risicata l’impiantistica di questa città e quanto possa essere importante la struttura per una società che vuole formare delle leva calcistiche. L’intervento di Praticò, fatto con il cuore e la pancia, ha fatto audience, ma adesso parliamo di altro”.

FUTURO DELLA SOCIETA‘ – “I tifosi fanno bene ad argomentare sui risultati a breve termine. Da direttore generale ho il dovere di guardare oltre le partite e oltre questo campionato. La nostra, ad oggi, è una progettualità seria.  I dirigenti stanno lavorando per riacquistare credibilità all’esterno come città.  Il progetto è sicuramente ambizioso, ben sapendo che le fortune calcistiche di Reggio Calabria non sono mai arrivate attraverso le risorse economiche.  Per tornare a parlare di calcio professionistico importante dobbiamo arrivarci avendo un sistema che ci permetta di avere risorse formando giovani calciatori, come è già avvenuto in un precedente corso.  Carrozza e Maesano, ad esempio, sono ragazzi di Reggio e per formarne altri abbiamo bisogno di impianti”.

IL MERCATO – “Cerco ogni giorno di fare il massimo e analizzo ogni singolo dettaglio. Aggiungere oggi, a tre mesi dalla fine del campionato, dei calciatori può essere un rischio.  Fenomeni in giro non se ne trovano e dobbiamo preoccuparci di trovare qualcuno che sia pronto a mettersi a disposizione. Tutto resta comunque possibile”.

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