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Reggina – Il Due Torri è più “squadra”e al Granillo finisce 0-0. Senza Tiboni è dura

di Pasquale De Marte – Va in archivio come un’occasione persa, ma alla Reggina va anche bene.

Dovevano vincere gli amaranto per accorciare il distacco della vetta, ma sbattono sull’organizzazione del Due Torri e restano a otto punti dalla vetta grazie alla sconfitta della Cavese a Fratta Maggiore.

Il campionato ha un nuovo padrone ed è il Siracusa e oggi può solo essere guardato da lontano. La squadra di Cozza non riesce a scardinare il fortino di Venuto, ma i siciliani al Granillo non hanno fatto certo le barricate.

Un punto in più un classifica che, sul campo, si vede.  I siciliani sono più squadra, la Reggina deve ancora crescere per competere sotto il profilo del collettivo per competere con l’equipe di Venuto che recrimina per un clamoroso legno colpito.

E l’altro da sottolineare è che, senza Tiboni, la Reggina fatica maledettamente a offrire risorse ai propri attaccanti. E se mancano anche le occasioni da calcio piazzato (colpi di testa di De Bode o calci di rigore) tutto si fa più difficile.  A maggior ragione se giochi contro contro avversari come il Due Torri.

Cozza, sin dal primo minuto, se la gioca con il tridente “pesante”.  Si fa per dire considerata la struttura dei tre attaccanti, ma Bramucci va in panchina e nella linea difensiva vengono schierati tre over: Foderaro, Zampaglione e il neoacquisto Oggiano.

  Parte titolare il classe 1998 Baccillieri al centro della difesa, all’esordio in campionato. La sua sarà un’ottima prestazione.

Non servono molti minuti per capire come mai il Due Torri di Venuto risieda nelle prime posizioni della graduatoria. I siciliani sono ordinati, hanno l’idea di avere ben chiari i propri concetti di gioco e di non temere gli avversari.

Dietro rischiano poco o nulla e per raccontare della solidità difensiva bastano i numeri, senza alcun giro di parole. Un gol subito nelle ultime dodici partite.

Lo capisce sulla sua pelle la squadra amaranto che, nei primi quarantacinque minuti, si vede poco o o nulla nella metà campo avversario.

Senza l’ausilio del lancio lungo per Tiboni, assente per infortunio, il riferimento offensivo diventa Zampaglione, molto meno fisico e decisamente più scattante.  I suggerimenti in profondità diventano spesso facile preda degli attenti difensori in maglia rossa.

Il primo tempo finisce zero a zero, ma è un dato che va più che bene agli amaranto.  Gli ospiti prima ci provano con un piazzato dal limite di Calafiore, poi maledicono la sfortuna e l’imprecisione di Giacobbe (forse il migliore in campo nella prima frazione) che a due passi dalla porta (complice un vistoso errore difensivo dei padroni di casa) coglie un clamoroso palo.

La reazione della Reggina è tutta in un contropiede lanciato da Oggiano, ma il tentativo dal limite dell’ultimo arrivato finisce alto.

La prestazione poco convincente della prima frazione convince Cozza a cambiare le cose già in avvio di ripresa: fuori D’Ambrosio dentro Bramucci, con Foderaro arretrato sulla linea dei centrocampisti.

La ripresa non regala un film diverso. Il Due Torri tiene la Reggina lontanissima dalla propria area di rigore.

Gli attaccanti amaranto non la vedono mai.  L’occasione cade dal cielo quando il portiere Ingrassia si rende protagonista di un’uscita imperfetta, ma Forgione sotto misura arriva sbilanciato per anticipare gli avversari e calcia alto.

Era l’unica possibilità di sbrogliare la matassa e la Reggina l’ha fallita.

REGGINA-DUE TORRI, IL TABELLINO.

REGGINA: Ventrella, Maesano (22′  st Carrozza), Cane, Roselli, De Bode, Baccillieri, Forgione, D’Ambrosio (1′ st Bramucci), Zampaglione, Foderaro, Oggiano (22′ st Lavrendi).  A disposizione: Licastro, Cucinotti, Mangiola, Corso,  De Marco, Silvestri. All. Cozza

DUE TORRI :  Ingrassia, Cassaro, D’Amico, Calafiore, Tricamo, Matinella, Postorino. Scolaro, Petrullo (22′ st Giannola), Giacobbe (34′ st Cicirello), Marino. A disposizione: Paterniti, Acquaviva,  De Chiara, Palmieri, Ricciardello, Lupica. All. Venuto

Arbitro: Nube di Mestre.

Ammoniti: Cane, Cassaro

Recupero: 1′ e 3′.