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Reggina, Lavrendi: “Amo questa città e questa squadra. La fascia? Un orgoglio”

Giovanni Lavrendi è uno di quelli che la Reggina l’ha abbracciata sin da quando era ragazzino. E non solo da tifoso, dato che ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile.

La rinascita del calcio reggino passa anche attraverso di lui e la fascia di capitano.  Ne ha parlato da ospite di Radio Touring 104.

“Ho indossato la maglia amaranto per molti anni, ma la prima squadra l’avevo solo sfiorata. Sono innamorato di questa squadra e di questa città, da cui non riesco ad allontanarmi. Non sono nato nato a Reggio (a Cinquefrondi,ndr), ma su ventinove anni quindici li ho spesi nel capoluogo. A dodici anni mi sono messo la maglia amaranto addosso”

Gli obiettivi: “Il nostro è diventato un gruppo con qualità importanti.  Il mercato può darci una mano e potremo giocarcela fino alla fine con tutti”.

Il pubblico e le pressioni: “Fino all’anno scorso con l’Hinterreggio giocavamo solo davanti ai parenti.  I cinquemila del Granillo si fanno sentire e anche in trasferta riusciamo a giocare in casa.  Dopo la vittoria con la Palmese abbiamo iniziato a sentire un’atmosfera diversa. Quel gol di Zampaglione al 93′ ha dato la svolta.  Dobbiamo recuperare nove punti, speriamo che gli altri ci diano la possibilità di recuperare terreno con qualche passaggio a vuoto. La fascia che porto è solo un’orgoglio, non un peso.  La Reggina è la società più importante di tutta la Calabria, ci sono altre società che oggi godono ma arriveremo”.

Il manto erboso del Granillo: “Dobbiamo vincere tutte le partite in casa e chi ci affronta sceglie di chiudersi. Per noi che dobbiamo fare gioco è limitante confrontarsi quelle condizioni. Ci siamo allenati a Gallico per un periodo e abbiamo visto un leggero miglioramento”.

Il rapporto con Cozza e il passato: “L’anno che ero in Primavera avevo fatto qualche panchina quando il mister era capitano. Ho ricordi belli, trovarsi a palleggiare nell’intervallo davanti a trentamila persone  mi provocava quasi vergogna a diciassette anni”.

All’orizzonte un impegno complicato al Granillo:”Il Noto è un avversario complicato. Sta vivendo come noi un periodo positivo, non sarà facile per noi provare ad ottenere i tre punti.  Noi stiamo bene, abbiamo trovato la quadratura  e prepariamo questa sfida da due settimane. Siamo pronti”.

Promesse per i tifosi: “Il massimo impegno e vediamo quello che riusciremo ad ottenere. Pensiamo partita per partita”.