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Reggina, Foti: “Sono ai tavoli del nuovo calcio. Il professionismo? Mi innervosisce”

“La storia che ha avuto la Reggina mi inorgoglisce. La vittoria del 30 maggio  è  stata un’ulteriore soddisfazione.  Da lì in poi son successe delle cose che sono note a tutti. C’era volontà di chiudere un ciclo a prescindere da ciò che è accaduto”.

Lillo Foti. Un nome che accostato al calcio reggino non è uno qualsiasi.    Ospite di Radio Touring 104 ha parlato del passato recente oltre che dei progetti futuri.

“Mi ero prodigato -prosegue – a garantire un futuro alla società a prescindere da me.  Avevo pensato ad un aumento di capitale nel settembre del 2014, ad avere l’aiuto di un fondo americano o a trovare investitori in Australia. Tutto questo, per motivi diversi, senza dare colpe a nessuno non è stato possibile.  Alcuni sviluppi, anche personali, non ci hanno permesso di risolvere i problemi nell’ultima fase”.

“Credo che il calcio dei grandi – prosegue – vada ripensato.  Bisogna ridurre il numero delle formazioni professioniste e dare credibilità ai maggiori campionati. La Reggina Calcio e Lillo Foti sono ancora seduti a questi tavoli e cercano dii dare un aiuto al sistema”.

Tutti si chiedono se Foti tornerà a fare calcio professionistico: “Oggi solo parlarne mi fa innervosire”.

E sui progetti attuali: “Mi sto divertendo. Ho deciso di dedicarmi ai giovani calciatori, perchè negli ultimi anni gli unici sorrisi li ho trovati con i ragazzini. Dalle altre parti solo problemi, quindi oggi la mia Reggina Calcio si occupa di formazione”.

E sul destino del S.Agata: “Ci saranno diverse bandiere. Quella della Reggina, quella della Juventus e e quella Figc, dato che diventerà un centro federale d’eccellenza. Continuiamo a pensare ad un villaggio della domenica con lo stadio ed un parco attorno”.

Non è ben chiaro, però, per quale squadra sarà costruito l’eventuale stadio nelle idee di Foti.