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Reggina, più grinta? Problema under? Diverse le motivazioni, responsabilità di tutti

di Michele Favano – Avere un obiettivo e perseguirlo con la massima convinzione, spesso aiuta a raggiungerlo. Ci sono circostanze in cui, però, è necessario fare i conti con la dura realtà, prenderne consapevolezza ed iniziare in maniera intelligente ad intraprendere un percorso diverso. Mettendo da parte le parole e silenziosamente portando avanti il lavoro con fatti concreti. Che l’ASD Reggio Calabria nutrisse l’ambizione di allontanarsi al più presto dall’inferno del dilettantismo, è assolutamente legittimo, anzi, quasi una imposizione dettata dalla storia calcistica di questa città, dal valore dei dirigenti che hanno costruito il nuovo assetto societario, dalle qualità professionali del comparto tecnico tutto. Il percorso iniziale di questa stagione, però, ha raccontato una storia completamente diversa. Date per buone tutte le giustificazioni iniziali, è doverosa adesso una riflessione più seria, come lecito pensare che condizione atletica, compattezza di gruppo e mancanza di grinta, diventino sempre più alibi sbiaditi. Il presidente Mimmo Praticò, nel corso dei suoi interventi attraverso i mezzi di comunicazione, ha provato a mantenere equilibrio e compostezza, tra le righe, però, si percepisce forte preoccupazione e voglia di intervenire. Dove? Come? Intanto con il dialogo che in questi giorni è diventato più fitto con il settore tecnico. Pur avendo una sua idea sull’attuale momento, chiede spiegazioni a chi con il gruppo di calciatori ci vive quotidianamente, cerca di percepire eventuali malumori, ha già manifestato il suo disappunto per le dichiarazioni azzardate del tecnico riguardo i più giovani. Che giova ricordare, oggi rappresentano patrimonio per la società e possibile fonte di guadagno in prospettiva. Per questo motivo da tutelare, proteggere, difendere. Il primo vero confronto tra la società, il Direttore Generale ed i calciatori, era avvenuto prima della trasferta di Siracusa. Le due partite successive avevano mostrato maggiore compattezza, più capacità organizzative, in mezzo la solita sconfitta in trasferta, ma anche una buona vittoria con la Vibonese. A Fratta Maggiore si è fatto nuovamente un salto pericoloso all’indietro, doveroso porsi a questo punto delle domande: a questa squadra viene chiesta maggiore combattività ed ulteriore grinta, lo si ripete dall’inizio del campionato. E se tali caratteristiche non fossero nelle corde dell’attuale gruppo? Sarebbe un guaio serio. E se il problema non fosse solo quello? Ne siamo più che convinti. E poi perchè attribuire responsabilità e colpe solo ai più giovani? Le valutazioni andrebbero fatte in maniera molto più allargata e le responsabilità divise verso tutte le componenti, nessuna esclusa.