Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Aronica a Strill: “Nuova Reggina senza personalità. Sarei rimasto, ma…”

Aronica a Strill: “Nuova Reggina senza personalità. Sarei rimasto, ma…”

di Pasquale Romano

En plein, o quasi. Di una lunga carriera giunta ai titoli di coda, si possono facilmente estrarre le esperienze maggiormente significative per Salvatore Aronica. Tutte le formazioni nelle quali il difensore siciliano ha trascorso più di una stagione volano in classifica. Meno una. E’ la Reggina, purtroppo, a fare eccezione. Nuova società, guidata da Mimmo Praticò, e cammino intrapreso tra difficoltà e risultati altalenanti: “Sto seguendo il campionato della nuova Reggina, porto nel cuore i tifosi e la città amaranto. Mi dispiace per la situazione in classifica, ma non si possono costruire squadre senza giocatori di personalità. Mi auguro possa risalire la china ma non sarà semplice”. Da Foti a Praticò, il salto da una gestione all’altra non è riuscito ad Aronica nonostante la volontà del diretto interessato. Che sembra conoscere i motivi del silenzio…: “Non mi ha chiamato nessuno, peccato perchè sarei rimasto volentieri anche in questa nuova società. Credo -dichiara l’ex Napoli ai microfoni di Stril- abbia inciso il mio essere troppo vicino e legato alla Reggina di Foti. Parlavo spesso con Praticò durante la parte finale della scorsa stagione, poi stranamente non si è più fatto sentire”.

Lo spareggio vinto con il Messina sembrava essere l’inizio della risalita, fu invece l’ultima pagina della gestione Foti. Epilogo dolce sul campo, amarissimo fuori: “Avevamo chiuso una stagione travagliata con un sussulto d’orgoglio, poi è arrivata una fine inattesa. Eravamo a conoscenza delle difficoltà economiche-finanziarie della società ma speravamo che Foti, con l’aiuto degli australiani, potesse salvare la Reggina. I problemi di salute del presidente si sono rivelati decisivi, non potendo agire in prima persona è crollato ogni appiglio. Lo sento spesso, mi parla con entusiasmo del nuovo progetto legato ai giovani del S.Agata. Abbiamo un bellissimo rapporto, sono sicuro che tornerà a fare calcio a livello professionistico“. Cozza il testimone principale, ‘traghettatore’ tra le ere amaranto da Foti a Praticò. Non idilliaco il rapporto con Aronica, le frecciate tra i due non sono mancate nei mesi scorsi e nemmeno in questa occasione: “Disse che se giocavo io in questa Reggina allora tornava pure lui, poi si giustificò dicendo che era una battuta. Magari è cosi ma un pizzico di malafede. Non mi ha nemmeno interpellato per sapere se avevo voglia di giocare in questa squadra. Sta incontrando le stesse difficoltà della passata stagione, quando lasciò un gruppo alla deriva. Non vorrei fosse spesso sfiduciato dai suoi stessi giocatori…”.

Inevitabile una panoramica sulle ex squadre di Aronica (Messina, Crotone, Napoli) che in classifica volano nelle rispettive categorie: “Sono felice per i miei ex compagni Parisi e Di Napoli, ma non credo che il Messina rimarrà a lungo in vetta. La squadra è stata costruita in fretta e ha meno qualità rispetto ad altre contendenti, il calcio però certe volte sorprende. A Crotone si lavora bene, la filosofia legata alla valorizzazione dei giovani dà sempre risultati importanti. Non so se riusciranno a centrare direttamente il grande salto ma hanno le capacità per rimanere in zona play-off. Ieri ero al San Paolo per Napoli-Palermo, Sarri si sta confermando come un ottimo allenatore anche in un club importante. Higuain è un fenomeno, in generale il reparto offensivo dei campani fa paura, lotteranno fino all’ultimo per lo scudetto”. Walter Mazzarri, pilota della Reggina dei miracoli, è l’allenatore al quale Aronica è maggiormente legato. Il tecnico toscano è in attesa di ripartire dopo la negativa esperienza in nerazzurro: “Il nostro è un rapporto solido che va oltre il calcio. Mediaticamente è stato massacrato durante il suo periodo all’Inter, il mister ha sofferto parecchio l’esonero. Ha scelto di chiudersi, dedica il suo tempo alla famiglia e allo studio della lingua inglese. Nel suo futuro potrebbe esserci un’avventura all’estero, ha voglia di rimettersi in gioco e credo lo farà presto”.

Dal campo alla panchina. Dopo aver chiuso con il calcio giocato con la vittoria del San Filippo, al pari di Belardi e Cirillo, Aronica è pronto ad intraprendere una nuova carriera: “Quello di allenatore è il ruolo che più sento di poter ricoprire all’interno di questo mondo. Ad aprile inizierò il corso a Coverciano, spero dalla prossima stagione di avere subito un’occasione. La gavetta non mi spaventa, accetterei senza problemi di partire da una formazione Primavera o come secondo di un allenatore che ho avuto in passato”.