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Reggina, Zampaglione: “Io tifoso in campo, non riesco a star fermo. Meglio il 4-3-3”

“Abbiamo fatto un primo tempo ottimo. Abbiamo aggredito da subito l’avversario rimanendo compatti e paradossalmente, una volta in vantaggio e in superiorità numerica, c’è stato un po’ di timore dopo quanto era successo a Siracusa”.

E’ l’analisi di Mimmo Zampaglione riguardo alla vittoria della Reggina contro la Vibonese ai microfoni di Radio Antenna Febea.

L’assist per l’azione che porta al rigore assegnato per il fallo su Bramucci nasce da un suo assist. Gli avversari hanno protestato molto per l’episodio.

“Ero lontano dall’azione. La dinamica è stata veloce, però lo scontro c’è stato. La regola parla di espulsione se sei in quella posizione, non tutela i portieri però va applicata”.

Zampaglione non è riuscito a concretizzare la grande occasione avuta nel primo tempo contro la Vibonese. Nella porta avversaria c’era un reggino, Gabriele Parisi.

“Nel sottopassaggio mi ha detto che non sapeva neanche lui come l’ha presa.  Non mi aspettavo che la palla venisse “ciccata” dal difensore, ho messo il piede e poi la palla è andata proprio dove c’era il portiere.  L’espulsione?  La prima ammonizione è stata esagerata, nel secondo giallo sono andato via perchè tutti mi sono venuti gli avversaria mi sono venuti addosso e l’arbitro ha ritenuto di dovermi ammonire di nuovo”.

E sul rapporto con Mimmo Praticò.

“Il presidente mi ha chiamato lunedì per complimentarsi per il centesimo gol in carriera. Sono molto contento, perchè in carriera non mi è capitato spesso di vedere presidenti che mantenessero questo tipo di rapporti.

Zampaglione ha le idee chiare anche su quale possa essere il modulo più congeniale alle caratteristiche di un attacco che fa fatica a far gol.

“Il 4-3-3 si sposa benissimo con le caratteristiche del reparto offensivo, ma se giochi col 3-5-2  crei le palle e non segni la colpa non è del modulo.  In questa partite ci è mancato il riferimento offensivo di peso.  Arena preferisce stare largo per puntare l’avversario, io per caratteristiche sono portato a sfruttare il lavoro e le spizzate  del centravanti. Corro troppo a vuoto? Negli anni scorsi mi accusavano di non tornare mai, in campo quest’anno vado da tifoso  e non riesco a stare fermo.  Devo cercare di non strafare, quando i gol non arrivano si tende inconsciamente  a voler toccare tanti palloni”.