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Reggina, il tempo dei proclami è finito, adesso contano solo i fatti

Per non sprofondare è necessario vincere. Con quale spirito l’ASD Reggio Calabria domenica scenderà in campo (inizio gara ore 14,30), è un grande punto interrogativo. Due le possibilità: da una parte l’ultima buona prestazione da utilizzare come stimolo, per dare seguito ad un processo di crescita già visto a Siracusa e che ha mostrato una squadra compatta, più disponibile al sacrificio e capace di mettere in serie difficoltà la compagine al momento più in forma. Dall’altra, la paura di un gruppo che ha evidenziato fragilità sul piano caratteriale e che potrebbe subire pesanti ripercussioni, dopo l’ennesima sconfitta. Fin troppo scontato sottolineare che sia nell’uno che nell’altro caso, il compito dell’allenatore diventa fondamentale. L’aspetto tecnico-tattico nella preparazione di un match è preponderante, quello psicologico oggi più che mai, però, va preso in serissima considerazione. Per esempio c’è molta curiosità sulla utilizzazione o meno dell’estremo difensore Ventrella. Le polemiche che si sono scatenate contro il giovane portiere amaranto, non possono averlo lasciato indifferente. Nei suoi interventi radiofonici e televisivi, il tecnico Francesco Cozza lo ha difeso e protetto in maniera decisa, allo stesso allenatore toccherà decidere se per il bene del ragazzo, sarà meglio gettarlo ancora nella mischia o concedergli qualche turno di riposo. Situazione delicata e non facile, così come può apparire dall’esterno. Insomma, una serie di circostanze che porta a pensare quanto il risultato con la Vibonese possa incidere sul futuro di società e tecnico. Il tempo dei proclami è finito, gli alibi non interessano più, conta solo ed esclusivamente iniziare a vincere.