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Calcio, ricorso Reggina: oggi non si decide. La difesa del Rende punta alla penalizzazione

di Valter Leone – È quasi certo che oggi la Reggina, o meglio l’Asd Reggio Calabria non avrà la vittoria a tavolino contro il Rende. Per la discussione del ricorso sulla posizione del calciatore Feraco si annunciano tempi lunghi: c’è chi parla di almeno un mese. Infatti il club di Via Fratelli Bandiera ha presentato, contestualmente al ricorso della società del presidente Mimmo Praticò, la propria opposizione. In questi casi la giustizia sportiva, generalmente, allunga i tempi visto che ci sono da verificare due istanze: sia quella dei reggini, sia quella dei rendesi. La memoria difensiva del club presieduto da Fabio Coscarella pare sia decisamente articolata: l’avvocato del Rende calcio pare punti tutto su un precedente, nel quale per un caso analogo aveva portato la giustizia sportiva a non dare la partita vinta a tavolino ma di penalizzare il club che aveva commesso l’infrazione (utilizzato in prima squadra un calciatore che aveva un residuo di squalifica che si portava da un campionato giovanile). E, pare, che questa decisione sia scaturita dopo che dal Rende calcio abbiano appreso che già prima della partita qualche dirigente del club amaranto fosse al corrente di tutto. In pochi sapevano. E a Rende sono convinti che né il presidente Praticò, né l’allenatore Cozza sapessero della posizione di Feraco. Secondo fonti vicini alla società biancorossa, la “talpa” che avrebbe dato l’imbeccata alla Reggina si sarebbe mossa sin dal venerdì che ha preceduto il derby del Lorenzon che, come si ricorderà, aveva visto il Rende vincere 2-1. L’ipotesi più probabile, e di questo ne sono convinti dalla studio Grassani che difende la Reggina, rimane la vittoria a tavolino. Non oggi però, prima di esultare passerà ancora un po’ di tempo.