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Calcio – Praticò: “Non ci sono soluzioni. Concentrazione, altrimenti si cambi mestiere”

di Michele Favano – “Sembra ci sia una maledizione su questa squadra, ma l’analisi ritengo vada fatta in maniera meno superficiale. In tutti gli sport e ovviamente anche nel calcio, ci vuole sempre massima concentrazione, altrimenti si cambi mestiere. Una squadra che vince a quindici minuti dalla fine, non può perdere la partita, ci sono problemi di concentrazione. Impensabile che un gruppo così abbia sette punti, non ci sono soluzioni quando fai errori singoli così clamorosi. E di fronte ci troviamo sempre giocatori con più fame e che non ti perdonano”. Analisi durissima e senza mezzi termini quella del presidente dell’ASD Reggio Calabria Mimmo Praticò ai microfoni dei colleghi di RNP. Dice tutto in queste poche righe il massimo dirigente, non ci sarebbe davvero da aggiungere altro. Senza parole anche il tecnico Francesco Cozza a fine gara, diventa difficile per tutti commentare quello che di fatto sarebbe incommentabile. Giochi male e perdi, giochi bene e perdi, è chiaro che rischi seriamente di non avere riferimenti sui quali lavorare per migliorare. La crisi prosegue senza soluzioni, una parabola discendente che sembra non avere freni e la paura a questo punto di precipitare, perchè ovviamente con il trascorrrere delle settimane e l’aumentare delle difficoltà, anche dal punto di vista psicologico, tutto diventa molto più complicato. L’ASD Reggio Calabria, a quindici minuti dalla chiusura del match, si trovava in vantaggio sul campo della favorita numero uno per la vittoria di questo campionato. Forte di una prestazione convincente, un atteggiamento tattico accorto e finalmente attenti in ogni zona del campo. Poi succede l’imponderabile, gli avversari sfoderano qualcosa che nel calcio si vede raramente, una conclusione da metà campo che va ad insaccarsi sotto l’incrocio dei pali e per quanto responsabile l’estremo difensore Ventrella, ti accorgi in quel preciso momento che si va oltre la tattica, l’agonismo, l’organizzazione di gioco. Più grave invece, quanto succede pochi minuti dopo. Perchè nella frazione di gara più importante e con gli avversari galvanizzati da un pareggio spettacolare, non puoi, da difensore, nell’area di rigore avversaria, subire il secondo cartellino giallo e lasciare i compagni in inferiorità numerica. La terza marcatura per gli aretusei, poi, è l’insieme di tutte quelle problematiche elencate dal presidente Praticò, disattenzione, errori, mancanza di concentrazione. Rialzare la testa, adesso, diventa veramente complicato. Da questo momento è necessario cambiare obiettivi. In classifica, alle spalle dell’ASD Reggio Calabria, c’è solo la Vigor Lamezia e per esperienze vissute nelle ultime stagioni con la vecchia Reggina, è opportuno da subito iniziare a guardare solo le squadre che ci stanno vicino. Oggi, pensare ad altro, potrebbe procurare solo ulteriori danni.