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Praticò: “Cozza è il nostro allenatore. Non voglio alibi,le strutture non c’entrano”

Il nuovo corso della Reggina, al di là dei risultati deludenti sul campo, si caratterizza anche per la voglia di metterci la faccia anche quando le cose vanno male

A metterci la voce, più che la faccia, è il presidente Mimmo Praticò, ospite di Radio Antenna Febea.  Determinato, grintoso e voglioso di mettersi alle spalle la situazione difficile che la squadra sta vivendo.

Ieri è andato a confrontarsi con i duecento tifosi che hanno seguito la squadra a Rende che hanno chiesto a gran voce l’esonero di Ciccio Cozza e l’ingaggio di Giacomo Tedesco (leggi qui) dopo la sconfitta di Rende (qui il commento).

“Cozza rimane il nostro tecnico – ha detto Praticò – perchè ogni domenica la squadra mostra miglioramenti e speriamo che presto si raggiunga un livello adatto a farci risalire la china. A fine partita mi sono sentito in dovere di andare a parlare con una tifoseria che continuava a cantare anche dopo una sconfitta e a partita finita”.

E sui pettegolezzi relativi alla posizione “intoccabile”  del tecnico: “Se qualcuno intende equiparare la posizione del tecnico a quella di un dirigente è perchè a volte c’è poco da fare e si alimentano assurdità di questo tipo.  Chi parla di amicizia tra Fortunato Martino e Cozza offende due persone serie che hanno l’unico interesse di fare il bene della società.”

“Non credo che alla squadra manchi l’impegno – prosegue – e non si discute che in questo momento il nostro gioco sia lento.  Non mi illudo di essere un esperto di calcio, ma si ha l’impressione che ancora si sia raggiunta una dimensione in cui non si va all’arma bianca”.

“Gli  obiettivi – incalza Praticò –  erano quelli di fare un campionato decoroso, poi strada facendo abbiamo iniziato il tiro cominciando a parlare di vertice.  Non cerchiamo alibi per l’attuale posizione in classifica. Neanche quello delle strutture, perchè ci allenassimo sulla pietra dobbiamo lottare e trovare la forza di risollevarci.  Non vogliamo rubare il campo a nessuna società che senza soldi fa i salti mortali per fare calcio.  Se sarà necessario ci alleneremo al Lido.  Il centro sportivo di  Viale Messina? Non possiamo usufruirne perchè pende un’interdittiva antimafia sulla struttura, se ci fosse la possibilità saremmo pronti a insediarci.  In questa città si fanno tante chiacchiere, ma non ho visto neanche una petizione per aiutarci a ottenere qualcosa”.

“Tutti i giorni – dice – da quando mi sveglio a quando mi addormento lavoro per far volare alto la mia città.  Molti hanno dimenticato che questa città ha acquisito un’immagine negativa nel calcio, io cerco di portare positività e la targa che offro ai presidenti avversari quando ci ospitano va in quest’ottica.  Si tratta di un gesto che faccio a spese mie per dare dignità sportiva a questa comunità. Tutto lo stadio di Rende ieri ha applaudito la città di Reggio Calabria, non Mimmo Praticò. Dalle piccole cose arrivano quelle grandi.”.