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Reggina, sei forte davvero? Adesso dimostralo. Quattro gare verità

di Pasquale De Marte – Di allenatori e calciatori avversari che si dicono onorati di affrontare la Reggina, dopo averne lodato la qualità dell’organico e il blasone della piazza, si comincia ad averne abbastanza.

Soprattutto se, alla fine, sono a loro prendersi  i punti, come accaduto spesso in questo avvio di campionato.

E’ il momento di far girare la storia della stagione, la cui piega presa preoccupa da diverse settimane.

I tre punti sofferti rimediati contro i ragazzini della Vigor Lamezia tolgono l’assillo della vittoria, non i dubbi su una squadra che deve lasciarsi alle spalle la prevedibilità, acquisire maggiore velocità nelle giocate e concretezza in zona gol.

Dopo sei giornate il tempo in cui le incompiute si potevano giustificare con la scarsa condizione fisica o con l’essere partiti in ritardo rispetto agli avversari  è scaduto.

Al “Lorenzon” ci si aspetta una prova di forza.  Una prestazione che sia in linea con le ambizioni di una rosa che, curriculum dei giocatori alla mano, non può permettersi di stare nelle retrovie della classifica e rischiare una clamorosa retrocessione in Eccellenza.

Per molti elementi l’annata in amaranto rappresenta l’occasione della vita e ci sono pochi dubbi sul fatto che non vogliano fallire. C’è da dargli ancora fiducia, ma non è detto che lo facciano il tempo e le giornate di campionato che passano inesorabili.

Quattro sconfitte su sei partite non hanno mutato le ambizioni di una società che vuole scappare dalla Serie D e ed ha allineato il budget stagionale a quello della superfavorita Cavese.

Con un pizzico di buona sorte (leggasi errori arbitrali) e di attenzione in più la squadra avrebbe potuto avere qualche punto in più che oggi aiuterebbe a guardare con maggiore fiducia al futuro, non a stravolgere il pensiero su un rendimento al di sotto delle aspettative.

Adesso, prima di parlare di vertice, sarà necessario accorciare i distacchi  in un campionato che ti aspetta, ma non lo farà ancora a lungo.

Sono già sette le lunghezze da recuperare su chi comanda, dovessero diventare di più nelle prossime settimane la situazione rischierebbe di diventare irrimediabilmente dura anche in vista di un possibile mercato che, a dicembre, dovrebbe servire a  rafforzare ulteriormente la rosa amaranto.

Il calendario non dà una mano: dopo la trasferta di Rende al Granillo arriva il Marsala, poi ci sarà da far visita alla corazzata Siracusa e ricevere la Vibonese.

Quattro squadre tra le più attrezzate della categoria contro cui sarà difficile commettere l’errore di sottovalutare l’avversario e si potranno misurare le proprie qualità.

Il rischio di uscirne male esiste  e sarebbe una mazzata incredibile per il morale di squadra e di una piazza che era partita con l’entusiasmo dei 5000 presenti all’esordio casalingo contro la Sarnese e degli oltre mille tifosi presenti a Roccella in un giorno feriale.

Ma quando il gioco si fa duro  i duri cominciano a giocare.  E’ questo il momento in cui la Reggina dovrà dimostrare di essere forte come tutti dicono.

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