Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Toscano: “Strano Rende-Reggina. Praticò straordinario, Martino è tutto, Trocini un amico”

Toscano: “Strano Rende-Reggina. Praticò straordinario, Martino è tutto, Trocini un amico”

di Michele Favano – Tra le traverse di Viale Aldo Moro i primi calci al pallone, a cinquanta metri dall’Oreste Granillo con il sogno di poterci prima o poi entrare in quello stadio da protagonista. Un sogno realizzato a conclusione di una trafila non troppo lunga tra le giovanili della società amaranto, l’esordio in serie C e qualche anno dopo la soddisfazione di ottenere una indimenticabile promozione in serie B con la maglia per la quale ha sempre fatto il tifo. Mimmo Toscano è reggino purosangue, ha raccolto parecchie soddisfazioni da giocatore, ha vinto moltissimo nella sua pur non lunghissima carriera da allenatore. Da poco ha concluso una esperienza tutta da dimenticare a Terni, è tornato nella sua Rende dove da tanti anni vive con la famiglia. Rende ultima squadra da calciatore, prima da allenatore.

“Anni bellissimi, indimenticabili. Il mio arrivo alla Reggina coincide con l’insediamento della nuova società, presieduta dall’avvocato Pino Benedetto. C’era da costruire totalmente il settore giovanile, credo di essere stato il primo acquisto in assoluto. Il mio primo allenatore Gabriele Martino, devo moltissimo a lui, mi ha seguito, sostenuto, incoraggiato e lanciato nel calcio che conta. Il percorso calcistico si è concluso a Rende, la società di allora mi ha dato la possibilità di chiudere la carriera praticamente a casa, ho accettato senza esitazioni. Mia moglie è di Rende, l’ho conosciuta quando indossavo la maglia del Cosenza. Rende una realtà piacevole, un quartiere piccolo ma nel quale si sta benissimo. Ho trovato un ambiente familiare, mi chiamò l’allora Direttore Sportivo Mirabelli, ex compagno di squadra all’Adelaide. Si puntava a vincere il campionato, impresa riuscita al primo tentativo”.

A Rende la conclusione della carriera calcistica e l’inizio di quella da allenatore…

“Devo ringraziare ancora una volta il DS Mirabelli. Ha intravisto in me qualità che forse neppure io pensavo di avere. Mi ha consegnato la squadra Berretti, non ho esitato ad accettare l’incarico, la stagione è stata caratterizzata da tantissime vittorie ed il primo posto in campionato. Riuscimmo a ripeterci l’anno successivo, un’altra vittoria del campionato e sconfitta in semifinale contro il Perugia, sfiorando così il sogno scudetto. Dopo quella stagione il passaggio al Cosenza e quindi il professionismo”.

Strano che oggi Rende e Reggina si trovino nuovamente di fronte, ma in serie D.

“Dirti che sono sorpreso è dirti poco. Fino a qualche anno addietro una situazione simile era inimmaginabile. Gli eventi mettono di fronte due squadre che senza dubbio meritano di stare in categorie superiori, se poi pensiamo a dove era la squadra amaranto fino a qualche anno fa…  Speriamo che questo confronto possa essere ben augurante per un futuro migliore per le due squadre”.

Quanto segui il Rende e quanto Reggio Calabria?

“Il Rende lo seguo tramite i giornali, mi sento con qualcuno vicino alla società, incontro spesso il presidente, visto che abito a cinquanta metri circa dallo stadio. Con Trocini ci siamo visti ieri mattina, siamo stati compagni di squadra al Rende. E’ un ragazzo in gamba, allenatore preparato, serio, secondo me è un tecnico che può fare molta strada. La società è ambiziosa, ci sono persone affidabili con idee e progetti, lo scorso anno sono andati vicino alla vittoria del campionato, adesso son ripartiti con l’obiettivo di puntare alla promozione, ma una serie di circostanze, come per esempio i tanti  infortuni, stanno creando qualche difficoltà. Su quello che succede a Reggio Calabria sono sempre informato.  Sto seguendo questa nuova avventura. Mimmo Praticò è persona straordinaria, certamente tra quelle che hanno contribuito alla mia crescita prima come uomo, poi come calciatore. Ho sempre ben impresso nella mente un episodio che ci riguarda. Mi accompagnò a Roccella per ricevere il premio come miglior giocatore di un torneo allora prestigioso. Come una persona cara, era evidente in lui la soddisfazione perché ad un suo calciatore veniva consegnato questo riconoscimento. Di Gabriele Martino ho già detto. Il nostro rapporto non si è mai interrotto, ci sentiamo spesso, domenica mattina prenderemo un caffè insieme”.

Che partita sarà?

“Ci sono tutti i presupposti per assistere ad una sfida interessante. Le difficoltà le stanno avendo entrambe, il Rende per i motivi che ho elencato prima, la Reggina per essere partita in ritardo, pagandone adesso le conseguenze sulla preparazione atletica, la conoscenza della categoria, il mercato fatto in tempi strettissimi.  Ritengo allo stesso tempo che entrambe possano recitare un campionato importante. Sarò allo stadio, l’ho promesso a Gabriele Martino ed all’amico Trocini”.

Il tuo futuro, invece, cosa prevede?

“Viaggi, apprendimento, nuove esperienze. Il 20 di ottobre parto, andrò in Inghilterra e mi fermerò per circa due mesi. Andrò a studiare la lingua, ho conosciuto un professore inglese con moglie italiana con il quale ho stretto una forte amicizia e spero mi possa dare una mano di aiuto. Ho preso una serie di appuntamenti con società importanti anche della Premier, ho voglia di conoscere e capire quello che succede fuori dai confini italiani, imparare nuove metodologie e sistemi di gioco. Allenare all’estero è ambizione di tutti, mi piacerebbe ma non è una priorità”.