Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Bonazzoli: “Avrei chiuso la carriera in maglia amaranto. Pirlo un genio, il più forte”

Bonazzoli: “Avrei chiuso la carriera in maglia amaranto. Pirlo un genio, il più forte”

Primo gol con la maglia del Siena per Emiliano Bonazzoli, l’ex centravanti amaranto in Toscana ha ritrovato Gianluca Atzori, per entrambi un passato in riva allo Stretto. Dopo le esperienze all’estero, Bonazzoli ha scelto Siena in modo convinto: “Sono molto soddisfatto sia per me che soprattutto per la squadra. Questa è una piazza importante, l’ho scelta con felicità e convinzione. Sono qui – racconta ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com – grazie all’allenatore. Atzori lo avevo avuto alla Reggina e dopo l’addio ai Miami ci siamo subito sentiti. Ho firmato per un anno, poi vedremo. A Siena c’è un progetto serio e spero con i miei gol di portare la squadra in Serie B. Oltre ad Atzori, conoscevo già anche il capitano, Daniele Portanova. E’ un grande leader”.

Trascorsi in amaranto anche per Andrea Pirlo, genio del calcio che a Reggio ha mosso i primi passi prima di diventare un fuoriclasse assoluto. Il giocatore più forte di tutti, secondo Bonazzoli: “Magari un giorno tornerò in America, cosi ritrovo Andrea Pirlo (ride). Per me è il più forte di tutti. Ho giocato con lui nelle giovanili del Brescia e della Nazionale. Mi ha incantato, è fantastico. Dalla prima volta che l’ho visto in campo, ho capito che sarebbe diventato un fenomeno. Siamo amici, anche se non ci sentiamo da un po’ di tempo”.

Particolarmente significativa l’esperienza con la maglia della Reggina, purtroppo non conclusasi nel migliore dei modi. Bonazzoli però ricorda con affetto i tifosi amaranto: “La Reggina ce l’ho nel cuore. Sono stati sei anni splendidi. L’affetto della gente, le vittorie. Fossero andate diversamente le cose, mi sarebbe piaciuto chiudere la carriera lì . Mazzarri ? Allenatore che parla poco, è un tipo burbero. Osserva tutto. Ricordo che durante gli allenamenti si sedeva in panchina e segnava ogni cosa, non gli sfuggiva niente. Gli bastava uno sguardo per farti capire tutto. Ricordo anche che eravamo tutti stupiti per quanto fumasse”.