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“Grana campi”per la nuova Reggina senza Sant’Agata, a Parma è andata diversamente

Il bacino d’utenza è più o meno lo stesso. Cambia la bacheca e la forza economica del territorio. Come la Reggina, il Parma è ripartito dalla Serie D.  L’impatto della nuova società emiliana, guidata da un colosso economico come il gruppo Barilla, è stato decisamente più morbido rispetto a quello degli amaranto.

Ma la ripartenza lanciata non è circoscritta alla sola prima squadra.  Come il vivaio amaranto, quello gialloblu’ ha perso tantissimi giocatori finiti in squadre che militano in categorie più importanti.

128 secondo  quanto riporta la Gazzetta dello Sport.  Eppure è già tutto in piedi in maniera concreta, strutture comprese.

Il centro sportivo di Collecchio è già a disposizione della nuova società.  Il fallimento della precedente societò(a differenza della vecchia Reggina Calcio, ancora in piedi come scuola calcio) ha reso tutto più semplice.

La struttura è finita nelle mani di un curatore fallimentare. Andrà all’asta, ma fino al 30 giugno 2017 sarà in mano (con obbligo di conservazione e manutenzione) al nuovo Parma che potrà partecipare all’asta e averne il diritto di prelazione a parità di offerta.

A Reggio la struttura sorge un terreno demaniale  che fa capo alla Provincia. La Reggina di Foti, seppur con una morosità di ottantamila euro sul canone da corrispondere, ha la possibilità di rinnovare la concessione per altri anni e presto potrebbe trovare un’intesa con l’Ente.

Se la Reggina Calcio 1986 dovesse restare in piedi a lungo, nonostante la massa debitoria,  per la nuova Reggina di Mimmo Praticò appare difficile che si possa mettere mano sulla struttura, tenuto conto che sono già andati a vuoto i tentativi di trovare un’intesa.

E sarà tempo di trovare altre strutture, mentre le giovanili continuano ad allenarsi a Croce Valanidi.