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Reggina e Reggio Calabria, la storia non cambia. A cosa serve guardarsi indietro?

di Pasquale Romano – Leonfortese vittoriosa al Granillo. C’è da credere che i pochi tifosi amaranto a conoscenza dell’esistenza del club siciliano, non avrebbero mai pensato sino a qualche mese fa di affrontarlo in campionato, uscendone peraltro sconfitti. Prendere contatto con la (tristissima) realtà è un qualcosa di complicato quanto doloroso, ma non la causa dei problemi. I ‘fantasmi’ del passato confondono ma non decidono le sorti, soltanto gli undici protagonisti che scendono in campo possono accogliere volentieri un alibi che ben si sostituisce a lacune ed errori.  ‘Blasone’, ‘piazza’ ‘storia’, ‘tradizione’: parole vuote, se non dovutamente riempite ogni settimana con 90 minuti di contenuti. In un calcio che vede realtà come Chievo, Carpi e Frosinone in serie A e numerosi club (tra i quali la Reggina) ricchi di ‘storia e tradizione’ annaspare tra i dilettanti lasciare spazio a simili riflessioni è quantomeno singolare.

Il passato è una terra straniera. Il confronto tra Reggina e Asd Reggio Calabria non può e non deve esistere, si rischia soltanto di creare fazioni, dividere chi in realtà ha in comune la stessa bandiera. La conferma è nei fatti accaduti negli ultimi mesi. Chi ha raccolto l’eredità calcistica da Lillo Foti era sino a poche settimane prima (onestamente e rabbiosamente) al fianco dell’ex presidente amaranto, nel disperato tentativo di salvare la Reggina Calcio. Trattasi dello stesso cammino, ripreso dopo un incidente di percorso che ne ha mutato il destino.

La storia ha impresso onori ed oneri a Foti, il cui  epilogo triste ha impolverato le gioie vissute, lo stesso riserverà a chi lo ha succeduto. Non vivranno di ‘eterna riconoscenza’ Praticò e soci se l’attuale progetto dovesse fallire, ingiusto però far partire processi e sentenze dopo 4 giornate di un campionato iniziato in sensibile ritardo rispetto alla concorrenza. Discorso simile per Cozza, non esente da colpe nelle ultime due gare, coincise con altrettante sconfitte. Il tecnico amaranto ha preannunciato un cambio di modulo, una verifica scrupolosa delle motivazioni dei singoli giocatori e una condizione fisica generale di prossima crescita. Lecito quindi aspettarsi miglioramenti sul piano del gioco e dei risultati altrimenti gli toccherà salire sul banco degli imputati.

Consapevolezza, questa la chiave da approfondire per provare a risvegliarsi da un incubo lungo anni.  Il continuo riferimento alla gloria svanita, ai tempi della serie A, al presunto peso psicologico che la formazione di Cozza dovrebbe soffrire, è un ritornello che risuona nello Stretto dalla stagione ‘madre’ di tutte le disgrazie, quella che vide Novellino naufragare presto e la Reggina salva in extremis. Nessun ricordo del passato ne paura del futuro. Il presente, allo stesso tempo giudice e testimone, è il fattore determinante, l’unico da prendere in considerazione.