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Reggina, in attesa della migliore condizione cosa si può fare?

di Michele Favano – Il problema di fondo è la condizione fisica. L’ASD Reggio Calabria sta pagando un ritardo dovuto ad una serie di circostanze più volte raccontate, che oggi influiscono in maniera determinante sul rendimento della squadra. Voglia di mettersi in mostra e la spinta del pubblico, hanno in qualche modo camuffato queste difficoltà in occasione delle prime due giornate di campionato, ma non appena è arrivato il primo turno infrasettimanale, insieme ad un caldo africano, il crollo è stato inevitabile. Sarebbe altrimenti un guaio serio, se la differenza con formazioni comunque nella media come il Roccella, fosse così clamorosa. La preparazione è stata avviata con abbondante ritardo rispetto a tutte le altre, l’arrivo alla spicciolata dei vari calciatori che oggi compongono l’organico, ha fatto il resto. L’omogeneità della condizione è precaria, probabile che un assetto accettabile lo si possa vedere solo tra qualche settimana. E questo riguarda pure l’equilibrio tattico, fra calciatori che si conoscono da pochissimo tempo, tra l’altro costretti ad allenarsi in strutture non regolamentari. In tutto questo, però, ci sono anche delle necessità, strettamente legate al risultato sportivo. L’ASD Reggio Calabria ha perso due delle tre partite sin qui disputate ed il margine dalla prima della classe, oggi la Vibonese, è di quattro lunghezze. Ed allora, in attesa di una condizione generale ottimale, al tecnico si può chiedere qualche modifica dal punto di vista tattico, ai calciatori una immediata inversione di atteggiamento in fatto di “grinta e ardore”, concetto espresso a fine gara anche dal Direttore Martino.