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Calcio – Reggina, il crollo di Roccella non è solo questione di mentalità

di Michele Favano – Dovessimo prendere in considerazione la sola partita giocata dall’ASD Reggio Calabria con il Roccella, ci verrebbe quasi naturale parlare di totale fallimento, che andrebbe a comprendere la gestione tecnica per finire sulla composizione dell’organico. Non può essere così, almeno lo si spera, anche perchè si è ancora solamente alla terza uscita stagionale. La pessima figura rimediata nell’infrasettimanale in terra ionica, va analizzata con attenzione, ne vanno ricercati i motivi, è necessario trovarne subito le cause, a prescindere da quelle che possono essere state le dichiarazioni a caldo di mister Cozza e del direttore generale Martino i quali, hanno posto l’accento sulla mancanza di determinazione e cattiveria agonistica. Anche, ma non solo. Intanto è fin troppo evidente che al cospetto di formazioni costruite per correre e lottare, sul piano atletico c’è ancora una differenza abissale. Le lacune fisiche camuffate in occasione della gara interna contro la Sarnese soprattutto dagli ultimi arrivati De Bode e Riva, si sono evidenziate esageratamente tre giorni dopo. Ma è nella sua totalità che il gruppo mostra fatica a stare in maniera ordinata e compatta in campo. Reparti che si allungano dopo pochi minuti, pressione scomposta sugli avversari, difficoltà nel girare palla. Cozza vorrebbe a breve trasformare l’attuale atteggiamento tattico, in quello che da sempre è il suo credo calcistico e che prevede una difesa a tre. L’obbligo di avere quattro under in campo oggi, in questo senso, rappresenta per lui un impedimento, ma questo non può giustificare errori grossolani e lettura costantemente sbagliata delle situazioni. Sui clamorosi abbagli personali si può sorvolare, succede, sperando che non diventino una costante. E’ questione anche di elementi mancanti? Lo sapremo entro le 19 di stasera, nel caso in cui la società dovesse decidere di intervenire ancora. Intanto il rientro di Roselli in mezzo al campo potrebbe dare maggiore forza ad un reparto apparso leggerino e spesso in balia degli avversari. Ci si chiede, invece, se è il caso di insistere ancora sull’atteggiamento che assume in campo il tridente. La generosità di Zampaglione, lo porta spesso lontano dalla porta, ed ha come conseguenza la poca lucidità sotto rete, la tecnica di Arena è indiscutibile, ma poco sfruttata perchè anche lui distante dall’area di rigore avversaria, Tiboni, fino a questo momento, ha evidenziato più nervosismo che qualità. Detto questo, riteniamo che il potenziale a disposizione del tecnico, anche se non di primissimo piano, può esprimersi meglio rispetto a quanto fatto fino ad oggi. La prestazione di Roccella, che rimane umiliante ed indecorosa, vogliamo prenderla come un fatto episodico. Fra tre giorni il tecnico ed i calciatori hanno la possibilità di rifarsi, anzi direi che per loro è quasi un obbligo.