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Reggina involuta e poco determinata. Il Roccella ne approfitta (3-1)

di Pasquale De Marte – Il Roccella riporta la Reggina con i piedi a terra. La squadra di Cozza perde nel derby provinciale e, oltre a tutti i contenuti simbolici che la sconfitta si porta dietro, dovrà capire come rialzarsi immediatamente da un ko che rischia di far male soprattutto al morale dei tifosi.

Finisce coi giocatori di casa che vanno sotto il gremitissimo settore ospiti a raccogliere l’applauso dei sostenitori avversari. Molti di loro sono ragazzi nati e cresciuti sulla costa jonica reggina, probabilmente  con il mito della maglia amaranto (e magari di Ciccio Cozza).  E’ il segno dei tempi che cambiano.

La debacle andrà analizzata soprattutto per capire cosa è accaduto nel primo tempo dove è sembrato di assistere ad una sfida tra formazioni di categoria diversa.  Una fase del match dove attraverso evidenti errori individuali e difficoltà atletiche non si è riusciti a limitare i danni.

La consolazione è che il materiale su cui lavorare sembra esserci, sebbene nell’ultimo giorno di mercato, volendo coltivare ambizioni di vertice, sarà necessario effettuare qualche movimento per le corsie esterne.

LA PARTITA  – Il sole ed il mare di Roccella, un clima estivo.  Mille tifosi al seguito in una giornata feriale.  Sembrava quasi una gita, si è trasformato ben presto in un incubo.

Al Ninetto Muscolo la Reggina regala l’illusione di essere scesa in campo con il piglio giusto, ma ben presto si scioglie come neve.

Le combinazioni del tridente offensivo sono costanti e più volte ci sono i presupposti per concludere pericolosamente verso la porta avversaria, ma il portiere Mittiga non si sporca mai i guanti.

Dall’altro lato c’è un avversario che non è uno sparring partner. Gli uomini di Galati giocano a calcio, corrono molto più degli avversari e, in tal senso, non convince la scelta di conferermare lo stesso undici a distanza di tre giorni dalla sfida con la Sarnese

E se chi ti gioca contro arriva sempre primo sulle seconde palle tutto diventa più difficile, anche se sei il Real Madrid.

Ci pensa Dorato a sbloccare il punteggio. Nella prima vera sortita offensiva jonica il centravanti raccoglie un pallone che ha appena colpito il palo, in occasione di un’azione da corner, e fa esplodere  i sostenitori di casa.

Il blackout assoluto della squadra di Cozza dura almeno dieci minuti e in quella fase il Roccella potrebbe dilagare.   Il raddoppio arriva comunque al 33′:  da destra Criniti crossa d’esterno per Dorato, solo al centro dell’area, che di testa fa secco Ventrella.

La traversa colpita da Zampaglione in spaccata fa intendere che la giornata non sarà da ricordare. Soprattutto per De Bode che, al 44′, cicca clamorosamente un pallone  al limite della sua area e  “lancia” Criniti verso la porta.   L’attaccante non può sbagliare.

E’ un clamoroso 3-0 a chiudere la prima frazione.   La Reggina appare sulle gambe. Cozza cerca forze fresche nella panchina:  entrano Bramucci e Pescatore, escono Zampaglione e Lavrendi.

L’impatto di Bramucci è quello giusto: prima si fa trovare pronto buttandosi nello spazio e divorandosi il gol, poi la rete la trova.  Al 53′ Tiboni tocca un traversone, spiazza la difesa avversaria e favorisce il tocco vincente del giovane attaccante.

I ritmi si abbassano e la Reggina riesce a prendere le redini del gioco.   Gli amaranto  sprecano diverse situazioni offensive, tanti i cross che attraversano pericolosamente l’area jonica senza che un giocatore ospite riesca a spingere la palla in rete.

L’occasione più nitida la hanno i padroni di casa con Laaribi che fallisce il poker calciando a lato un rigore in movimento.

Finisce 3-1 per il Roccella e il risultato fa sicuramente effetto. Anche per i tifosi di casa, felicissimi per lo storico successo.