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Calcio serie D – Se non ci fosse stata l’ASD Reggio Calabria?

di Michele Favano – Partiamo da una certezza. Non ci fossero stati sette coraggiosi uomini, alimentati da una straordinaria tenacia ed impegnati ad un esborso economico di una certa rilevanza, probabilmente l’appuntamento con il calcio a Reggio Calabria l’avremmo rinviato chissà a quale anno. Ci hanno messo veramente tutto e raggiunto l’obiettivo solo perche alimentati da una grande passione e tanta buona volontà. Per carità, commettendo errori anche grossolani, spesso dettati da una tempistica strettissima, altri per inesperienza, tutti in buona fede. Tutt’altro che rose e fiori il percorso iniziale, piuttosto caratterizzato da contrapposizioni forti e punti di vista differenti, mai, però, sbandierati alla piazza e risolti con sagacia ed intelligenza. Una situazione che con il trascorrere del tempo sta cominciando a regolarizzarsi, tra tante cose già fatte e molte altre che dovrebbero ancora farsi. Insieme al doveroso ringraziamento che va fatto a questi sette uomini coraggiosi, è giusto anche andare a rimarcare quanto ed in così breve tempo si è costruito, per una società che nasce nell’ultima settimana di luglio e viene inserita per sovrannumero dalla FIGC al campionato di serie D il quattro di agosto, passando per un intoppo burocratico sulla denominazione, che oggi fa storcere il naso a qualcuno. Nonostante tutto, si è riusciti a mettere in piedi, tra mille difficoltà e qualche polemica, un nutrito gruppo di calciatori che l’undici di agosto si è presentato all’Oreste Granillo nel giorno del raduno. Nel frattempo si è proceduto al completamento del gruppo dirigenziale con l’assunzione del Direttore Generale Gabriele Martino, si è individuata in Cittanova la sede del ritiro, si è puntato all’irrobustimento dell’organico. Parallelamente si è dato il via alla campagna abbonamenti con una risposta più che positiva se contestualizzata in una categoria dilettantistica, al di sotto, però, di quelle che erano le aspettative della nuova società. Qualche giorno addietro ha preso il via il campionato con un esordio che, oggettivamente, doveva e poteva essere diverso, una battuta d’arresto fortemente condizionata da clamorosi errori arbitrali. Il giorno successivo, davanti ad una platea numerosa ed entusiasta, la presentazione di un ambizioso ed affascinante progetto riguardante il settore giovanile. In mezzo al disagio dei disagi, caratterizzato dalla mancanza di strutture che oggi costringe intanto la prima squadra ad allenarsi in provincia e lo stesso settore giovanile a cercare casa altrove. Ecco il resoconto di un corposo e faticoso lavoro, messo in piedi in poco più di un mese e che, a nostro avviso, a prescindere dalle prese di posizione, va riconosciuto ed apprezzato. Si spera che a breve se ne convincano anche coloro che, ad oggi, rimangono in attesa e distaccati da questo nuovo percorso sportivo. Ma se si è veramente tifosi ed amanti del calcio, a prescindere dalle denominazioni sociali e dalle simpatie personali, questi sette uomini coraggiosi, i Praticò, Giuffrè, Martino, Comandè, Polimeno e Sgrò, vanno comunque ringraziati.